Libers… di scugnǐ lǎ

a quelli che stanno partendo oggi
e a quelli che ancora non sanno leggere
o che scalciano
nella pancia della loro madre
che nasceranno già orfani
di padre

Leonardo Zanier
Libers… di scugnî lâ
Liberi… di dover partire
Libres… de dovoir partir
Traduzione in francese di Daniel Colomar – Éditions d’en bas
Traduzione in arabo di Ayad Alabbar
le Ginestre

Ideas muartas
nus tegnin tacâts
tar un mont di muarts
cjalìn plui in là
dai nestis bearçs
e i sarìn plui fuarts
idee morte
ci tengono attaccati
a un mondo di morti
guardiamo più in là
dei nostri orti
e saremo più forti

Più che il titolo di una raccolta di poesie in lingua friulana, nella sua varietà carnica, è una geniale e aspra sintesi della costrizione e della disperazione, ma anche della speranza, che sono sottese al mondo dell’emigrazione. Scritto da un emigrante figlio di emigranti, il testo viene qui affiancato dalle traduzioni in italiano, arabo e francese. Si vorrebbe in tal modo offrirlo a tutte quelle migliaia di uomini e donne immigrati in Italia da altri mondi, in fuga dalla fame o dalle guerre. È un percorso riconoscibile in quello di molti nostri connazionali, partiti nel secolo scorso in cerca di fortuna lontano dalla propria terra e dai propri cari. Leonardo Zanier usa parole dense e ruvide, restituendo il peso di un’esperienza che trova qui la propria concreta dimensione.

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