Comandante Maino

Non so dire quanti fossero comunisti e quanti no, ma so quanti morirono per la libertà di tutti noi

Comandante Maino
Luchino Dal Verme si racconta
a cura di Giovanni Giovannetti
le Zanzare

Il 25 novembre 2013 Luchino Dal Verme ha compiuto cent’anni. Settant’anni fa, dopo la caduta di Mussolini, l’armistizio e l’occupazione tedesca dell’Italia, a lui – cattolico di nobile lignaggio, ma con solida esperienza militare – il Partito comunista affida il comando della divisione garibaldina “Gramsci” nell’Oltrepo pavese.
Nasce così la leggenda del Conte partigiano, o meglio del Cònt, come era chiamato, nel dialetto locale, tra i suoi uomini.

Luchino Dal Verme (Milano, 1913). Di famiglia aristocratica, nel corso della seconda Guerra mondiale combatte in Francia e sul fronte jugoslavo come ufficiale di artiglieria a cavallo, in forza al reggimento Savoia Cavalleria. Dal luglio 1941 all’ottobre 1942 partecipa alla Campagna di Russia, ed è fra gli scampati al disastro del Corpo di spedizione Italiano. L’armistizio dell’8 settembre 1943 lo sorprende a Forlì, presso il suo reggimento; Luchino riesce a sottrarsi alla cattura e si rifugia al castello di Torre degli Alberi, la residenza di famiglia. In quei mesi mesi contribuisce ad organizzare le prime formazioni partigiane operanti in provincia di Pavia. Nel 1944 diventa comandante dell’88ª brigata “Casotti” ed in seguito viene destinato al comando della divisione garibaldina “Antonio Gramsci”, che “Maino” – suo nome di battaglia – guida in numerose imboscate ai nazifascisti lungo la via Emilia – distruggendo i binari della ferrovia Torino-Piacenza – o affrontando il nemico a viso aperto, come nella battaglia di Costa Pelata. Nella notte tra il 25 e il 26 aprile, dopo cinque ore di accaniti combattimenti, “Maino” e i suoi conquistano Casteggio. Finita la guerra, i partiti antifascisti lo vorrebbero candidare alle elezioni per l’Assemblea costituente del 1946, ma Luchino risponde negativamente, preferendo fare ritorno a casa, a Torre degli Alberi, dove fonda un’azienda avicola all’avanguardia in Europa; continuando altresì la sua appassionata opera di testimonianza sul nostro recente passato.

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Una Risposta to “Comandante Maino”

  1. Una lettera da Luchino | direfarebaciare Says:

    […] la pubblicazione di Comandante Maino, mi scrive Luchino Dal […]

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