Midland Metro

in corsa per il libro dell’anno 2015 a Fahrenheit

Paolo Mastroianni
Midland Metro
le Stellefilanti romanzi

Cosa hanno di diverso quei momenti che sembrano gli stessi che ho vissuto tutte le mattine? Da che parte sono i segni dell’inganno e di tutto quello che verrà?

Maggio 1999. Dopo anni di sudore, viene inaugurata Midland Metro, la linea tramviaria tra Wolverhampton e Birmingham, chiamata a rivitalizzare la regione depressa di West Midlands. Si snoda – intrecciandosi a quella della Metro – la vita di una famiglia di immigrati indiani, spaccata, per condanna del destino, in due tronconi: padre-figlia e madre-figlio. Paolo Mastroianni dà voce alla pazienza e alla fatica quotidiana di Mohan, padre impegnato a preservare la figlia dalla forza distruttiva che domina la madre; all’angoscia della moglie Gauri, destinata a scontare col suo corpo la pena atavica dello sradicamento; alla deriva ineluttabile
di Martin, figlio adolescente, né indiano, né inglese; all’equilibrio e alla saggezza innati di Hope, la piccola che nel nome porta la speranza. Anticipando dinamiche sociali ed atmosfere ora anche italiane – Paese dove l’immigrazione è incominciata con sessant’anni di ritardo rispetto all’Inghilterra – Midland Metro entra nel lettore e lo induce a ritrovarsi. Se non magicamente migliore, di certo col desiderio di diventarlo.

Per più di 30 anni a partire dal dopoguerra, la regione di West Midland ha richiamato centinaia di migliaia di immigrati dalle ex colonie britanniche, tanto che in molti quartieri della conurbazione di Birmingham la percentuale di indiani, pakistani, caraibici e africani supera il 50 per cento. Finché le acciaierie e le miniere che avevano dato lavoro hanno chiuso. Per circa 3 anni, come ingegnere, ho lavorato alla realizzazione di Midland Metro, la linea tranviaria cofinanziata dalla Comunità Europea con lo scopo di rivitalizzare la regione ormai depressa. Per circa 3 anni ho vissuto quell’affascinante, inquietante laboratorio sociale che mi è sembrato contenesse un poco di tutto: frustrazioni e aspirazioni, impulsi distruttivi e amore per la vita. (Paolo Mastroianni)

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Midland Metro è libro del mese di luglio a Fahrenheit
[ascolta Fahrenheit-radio3 del 10 luglio 2015]

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L’ingegnere sa ascoltare di Mirella Armiero

Se un ingegnere casertano firma un romanzo, pensi subito che sia la solita solfa, scritta più o meno bene. Criminalità, atmosfere asfittiche da Sud arretrato, mezzi eroi disperati e tutto l’armamentario di stilemi che si è accumulato nell’ultimo decennio dalle nostre parti, tra romanzi e cinema. Invece Paolo Mastroianni, 49 anni, è un’autentica sorpresa. Un ingegnere che smonta la «casertanità» letteraria e allarga decisamente l’orizzonte. Glielo consente la sua esperienza personale: ha vissuto tre anni in Gran Bretagna, nella regione del West Midland, che dal dopoguerra richiama centinaia di migliaia d’immigrati dalle ex colonie, tanto che in molti quartieri della conurbazione di Birmingham la percentuale d’indiani, pakistani, caraibici e africani supera il cinquanta per cento. Mastroianni ha lavorato alla realizzazione della locale linea tramviaria, quel Midland Metro che dà il titolo al suo libro edito da Effigie. E la metropolitana sta al centro dell’impalcatura narrativa come un mostro tecnologico che ingoia i destini individuali. I personaggi principali sono quattro, i componenti della famiglia Joshi, arrivati dall’India i genitori, nati in Inghilterra i figli, maschio e femmina. Alienazione, sradicamento dalla propria terra e solitudine condannano la madre a una deriva ineluttabile, mentre il marito resta saldo a lottare per la famiglia. Gli immigrati indiani di Mastroianni sono urbanizzati e contemporanei, ma in qualche modo appaiono nipotini dei contadini e dei barcaioli di Amitav Ghosh. Indiani tenacemente attaccati alle proprie radici anche quando vanno alla scoperta del nuovo. Portatori di culture antiche che si intrecciano con le più giovani. Quasi da non crederci che tutto questo lo racconti un ingegnere casertano. Già nel suo primo libro, una raccolta di testi brevi, Mastroianni narrava di africani immigrati a Villa Literno, prostitute ghanesi e albanesi, ambulanti polacchi. La sua cifra, insomma, sembra sia quella dell’ascolto dell’altro, un ascolto autentico, ma disincantato e soprattutto mai paternalistico. È di certo questa la sua forza, insieme a una lingua mimetica e versatile, che muta a secondo dei punti di vista adottati. Dimenticate per un po’ Gomorra, fate un viaggio oltremanica.

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Paolo Mastroianni, ingegnere, nato a Caserta nel 1966.
Presso Effigie ha pubblicato Altrove (2006) e Midland Metro (2015, “libro del mese” a Radio3 Fahreneit).

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Una Risposta to “Midland Metro”

  1. Libro del mese | direfarebaciare Says:

    […] del mese di Luglio, scelto dagli ascoltatori di Fahrenheit (Radio 3 Rai) è Midland Metro di Paolo Mastroianni edito da Effigie. Parteciperà alla selezione per il Libro dell’Anno. […]

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