Mal di fuoco

Tra fantascienza e sottosuolo, tra aforisma e romanzo, questo libro scorticato ci proietta nel futuro per calarci nel profondo della condizione umana.

Jonny Costantino
Mal di fuoco
i Fiammiferi

«Il cuore umano è una stella di sangue». Cosa accadrà alla Terra quando il Sole sarà morto? Come ci difenderemo dal freddo e dal buio? Dove attingeremo senso e risorse per continuare a vivere?
Mal di fuoco prefigura questo scenario e cerca risposte nel fuoco. Il fuoco che arde nel cuore del pianeta e dei corpi. Tra fantascienza e sottosuolo, questo libro scorticato ci proietta nel futuro per calarci nel profondo della condizione umana. Tra romanzo e aforisma, questo libro sui generis si frantuma in una pluralità di voci dalle quali affiora, per rifrazione, la singolarità della visione dell’autore. Tra visionarietà presocratica e parabola eretica dell’avvenire, Mal di fuoco è un viaggio nella tenebra che dobbiamo attraversare. «Siamo fatti a somiglianza della notte».

Alcune illustrazioni di Nicola Samorì

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di Vito Contento
Non è facile poterne parlare in poche righe. Questo meraviglioso romanzo di Jonny Costantino, ad aprirlo fra gli scaffali, ha tutt’altro che le sembianze di un oggetto di narrazione, ma di un reperto archeologico, un manoscritto pervenuto dagli albori della civiltà, una collezione di frammenti, l’apocrifo di un antico filosofo (forse) greco. E così è, ma invece che giungere dal passato, proviene da un remoto futuro, scritto da un uomo malato mentre si spegne il sole sul finire del secondo millennio. Ancora un salto nel tempo: il testo nel romanzo diviene l’unica testimonianza della nostra civiltà per gli intellettuali di una Accademia i quali vivono in un futuro che persevera ancora più in là, quando la terra si alimenta con la stessa energia che ha nel ventre.
Questo libro è un romanzo filosofico che mette in parallelo corpo umano e terra, uomo e natura nel suo insieme più cosmico (per intenderci, anche con approfondimenti scientifici, in Mal di fuoco, il nostro sangue coincide con la lava, la riproduzione cellulare del nostro corpo con la vitalità biologica del pianeta azzurro). La struttura prevalentemente a frammenti è un espediente per inserire squarci di assoluta poesia, a tratti violenti, altri eterei, altri lattiginosi come il plasma. Ma il romanzo è anche un saggio di storia della mitologia racchiusa nelle opere d’arte e perfino una riflessione sui metodi della narrazione (e della persuasione) nel tempo, e per finire sulle intuizioni filosofiche delle origini, non solo elleniche. Come scatole cinesi qui l’arte viene mostrata a compenetrarsi con la scienza e viceversa. L’arte è l’intuizione, mistero, la scienza eloquenza, espressività, l’una nutre l’altra perché non si può scoprire quello che non si è immaginato. Lo scrittore-regista (in questi giorni sta terminando il suo film ispirato al romanzo La Lucina di Antonio Moresco) presenta il libro corredato di illustrazioni di Nicola Samorì che colgono in pieno il senso di crepuscolo, di stasi preventiva alla morte, del protagonista (falso) narratore. Verrebbe da dire in estrema sintesi, che si tratta di un libro “ultra-esistenzialista” (ultra e non post!), dove l’entropico del corporeo, la malattia, coincide con l’entropico universale, e la buona notizia è che la mente, il pensiero, in qualche modo sopravvive, ma non vi diciamo come, quando e perché; solo leggete il romanzo.

Jonny Costantino (1976) è cineasta e scrittore. Tra i film realizzati con Fabio Badolato (insieme sono la BaCo Productions): La lucina (2016), Sbundo (2016), Il firmamento (2012), Beira Mar (2010), Le Corbusier in Calabria (2009), Jazz Confusion (2006).
Tra le pubblicazioni recenti: minimi termini (in Icona del furore di Jean-Luc Nancy, 2014), Flash Flesh. On Carax Off Carax (2014), Mal di luce (in Volti a fronte, con Domenico Brancale, 2013).
Scrive su “Rifrazioni. Dal cinema all’oltre”, che dirige, e su “Il primo amore”.

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