Pensiero corsaro

Gianna D’Agostino
Pensiero corsaro
Una biopolitica dell’esistenza
il Regisole saggistica

Di quale corpo ha bisogno la società oggi?
Sia Pier Paolo Pasolini che Michel Foucault si interrogano, nell’allora nascente società dei consumi, riguardo all’azione del potere sui corpi. Entrambi intuiscono l’importanza dell’economia politica come agente di trasformazione della vita umana: l’uno studiando quella che battezza «biopolitica», l’altro dedicando il proprio impegno giornalistico ad indagare la «mutazione antropologica» in corso. Se la vita umana, intesa sia come esistenza biologica che culturale, diventa posta in gioco politica, è proprio sul terreno della vita che è possibile esercitare la critica.
Questo libro ripercorre la polemica che Pasolini ingaggiò col proprio tempo, prendendo in esame una costellazione di testi – interventi e saggi critici, lungometraggi e interviste, opere letterarie e teatrali – che si susseguono fin dalla prima metà degli anni Sessanta.
Pensiero corsaro definisce il gesto etico dell’ultimo Pasolini: additare le contraddizioni di un potere che si applica all’intera esistenza umana, ridefinendo i confini di vita e morte.
La peculiare combinazione di pensiero e poesia che caratterizza la produzione pasoliniana si configura così come una biopolitica dell’esistenza, in quanto pone alla radice della critica la forma di un’esistenza: un’esperienza squisitamente personale e parziale della realtà, vissuta nel corpo, attraverso i sensi, in virtù delle proprie capacità interpretative.

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Gianna D’Agostino (1985), si è laureata in lettere all’Università di Pisa. Si occupa di letteratura italiana contemporanea e filosofia politica. Ha pubblicato recensioni e articoli in riviste e volumi collettivi.

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