Trilogia della scomparsa

settembre 2020

Roberta Salardi
Trilogia della scomparsa
Il corpo della casa · Doppio diario · Nell’altra stanza
romanzi
le Stellefilanti

Vorrei essere contenuta in un altro corpo, come in un bicchiere. Stare lì, in due dita d’acqua: un fiore che può ancora sopravvivere, anche se reciso.

Martina si confronta con i personaggi immaginari che abitano la sua mente: una figlia di natura ibrida, umana animale e vegetale; una madre che borbotta nei tubi della casa, ritornello di traumi infantili. Per far fronte alla solitudine ospita un artista in difficoltà, mentre un medico le offre l’occasione di un timido recupero. Nel secondo romanzo, così come in alcune parti del primo, si acuisce un contrasto madre-figlia: Fabiola e l’adolescente Virginia commentano le reciproche mancanze e menzogne in un quaderno composto e strappato, scucito e ricucito più volte. Tuttavia anche questo diario è attraversato da un vento di follia che distrae da se stessi e a un certo punto solleva un turbine di congetture intorno all’inspiegabile allontanamento di Sergio, il marito di Fabiola. Nel terzo romanzo Virginia incontra Andrea, neolaureato in filosofia costretto da un incidente a un’immobilità temporanea accanto alla stanza della madre malata. Egli annota le conversazioni tenute online con un amico omonimo e con lei. Come in un diario traforato da pagine non scritte, in Trilogia della scomparsa l’autrice s’interroga sugli spazi bianchi della vita, sulle lacune, sui vuoti di senso, sull’autodistruttività che costeggia e fa da sfondo al flusso verbale.

Roberta Salardi (Savona, 1965) vive a Milano.
Ha collaborato con riviste, siti e blog di letteratura, critica e attualità, tra cui “Il primo amore”, “Costruzioni psicoanalitiche”, “Nazione Indiana”.
Diversi suoi racconti si trovano nelle raccolte Regressioni (Effigie, Milano 2010) e Mannequins (Zona, Arezzo 2013); uno nell’antologia collettiva Madre morte (Transeuropa, Massa 2011). Due suoi brevi romanzi sono Arance in insalata (Effedue, Piacenza 2003) e Ventriloquio della crisi (Effigie, 2017). Il suo punto di osservazione in rete è “Lettere a nessuno (al femminile)”.

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