L’automa puro

luglio 2021

Claudia Azzola
L’automa puro
il Regisole

Wallia è in fuga dopo la sconfitta del Goto Totila; una giovane “mummia” vivente promessa in sposa a un nobile; il vescovo sassone lacerato tra il cristianesimo e un rito pagano autoctono; un padre anaffettivo; lo storico e antropologo che conduce ricerche sulle streghe, per cui simpatizza; un licantropo in abiti moderni… Un filo lega le novelle, o forse “capitoli” de L’automa puro: lo stato di servitù sociale e psicologica dei personaggi, addirittura l’automa del titolo – in epoche storiche d’Europa – la cui esperienza è osservata in una o più scene, dove il prima e il dopo si offrono all’intuizione del lettore. Dall’alto medioevo al barocco, alla Francia di Luigi XIV, agli anni Cinquanta del Novecento, l’automa è la persona che si esaurisce in un’esistenza ripetitiva, impostata, o nel servilismo da sgherro di un capo. I racconti sono scritti in uno stile individuato, la lingua è causa materiale del testo, il “montaggio” è leggibile, per il divenire degli eroi e delle eroine, non per l’azione, ma per quello che si dice e si fa.

In copertina: L’automa (elaborazione fotografica di Renzo Disperati)

Claudia Azzola, milanese, è presente sin dagli anni Ottanta del Novecento in antologie poetiche nazionali. Tra i suoi libri di poesia, ricorderemo Viaggio sentimentale, 1995; Il colore della storia, 2002; Il poema incessante, 2007; La veglia d’arte, 2014; Il mondo vivibile, 2016, Tutte le forme di vita, 2020.
Le sue poesie sono tradotte in Francia e nel Regno Unito.
Nel 2013 presso La Vita Felice ha pubblicato la raccolta di novelle Parlare a Gwinda.

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