Trentanove transpoesie

Luglio 2022

Endre Szkárosi
Trentanove transpoesie
le Ginestre

Valoroso falco nero
nella tristezza sono smarrito
In servitù mi dirozzo
Almeno tu fossi libero
Seppelliresti nel vento il mio sogno
Non posarti sulla terra sfruttata
Tu che volteggi in cielo eterno

La poesia di Szkárosi apre le finestre su un mondo altro, dove il linguaggio la fa da padrone. Sgorga da una spontanea autenticità, nondimeno da autori ungheresi come Ady e Petőfi József, dalle opere moderniste di Rimbaud, da Apollinaire, i dadaisti, i surrealisti, nonché da canzoni popolari, modi di dire, che nella transpoesia tornano con energia trasfigurati dal poeta che definisce l’arte poetica come fondata da “spazio, materia e movimento”. Szkárosi è particolarmente portato ad aprire i propri versi a un’indefinita trasformazione. (Tomaso Kemeny)

In copertina: Un’opera di Andres Barrioquinto

Endre Szkárosi (Budapest, 1952-2022) Poeta, performer, studioso, ha insegnato letteratura italiana all’Università di Budapest.
Le sue sperimentazioni di poesia sonora, di musica, di arti visuali, video e performance sono ben note nella scena internazionale.
Ha collaborato con vari gruppi fra i quali il suo Konnektor, la band inglese Towering Inferno e negli anni ’90 con Spiritus Noister.
Ha partecipato a numerosi festival internazionali di poesia e arte. Ha pubblicato vari libri di poesia, dischi e cassette di poesia e di musica. Fa “poesie-sculture” opere di “poesie di spazio” e di trans poesia con cui partecipa a mostre individuali e collettive. Nel 2007 gli è stato conferito il Premio Józef Attila, il massimo riconoscimento per la poesia del suo Paese.

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