Posts Tagged ‘Alfonso Gatto’

Alfonso Gatto

15 ottobre 2013

Ballate degli anni
Poesie
le Ginestre

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Il gatto in poltrona
La televisione italiana e la penna di un poeta
a cura di Annalisa Gimmi
Saggi e documenti

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Alfonso Gatto nasce a Salerno il 17 luglio 1909. Giornalista e affermato poeta, muore l’8 marzo 1976 all’ospedale di Orbetello, dopo un incidente stradale presso Capalbio.

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Il gatto in poltrona

13 ottobre 2013

I fantasmi sono di scena

Alfonso Gatto
Il gatto in poltrona
La televisione italiana e la penna di un poeta
a cura di Annalisa Gimmi
Saggi e documenti

Tra il settembre 1964 e il dicembre 1965, Alfonso Gatto firma una rubrica di critica televisiva sulle pagine della “Fiera letteraria”, ironicamente intitolata Il gatto in poltrona. Il poeta salernitano per 15 mesi diventa così osservatore dei programmi proposti dalla RAI, e li commenta con l’attenzione dell’intellettuale affascinato dalle potenzialità del nuovo mezzo, ma preoccupato per la banalizzazione della cultura e della comunicazione che già allora si nascondeva tra i lustrini delle trasmissioni. Nelle pagine di questa rubrica scorrono i nomi dei protagonisti televisivi negli anni Sessanta: dagli spettacoli di varietà che avevano per protagonisti Marisa Del Frate o le gemelle Kessler, Enrico Viarisio o Corrado, o l’immancabile Mike Bongiorno, alle trasmissioni più decisamente culturali. Quanto al giornalismo, Gatto mostra la sua spiccata predilezione per TV7, format talmente azzeccato da essere ripreso in anni più tardi dalla TV e tuttora ben vitale. Così come La domenica sportiva. E poi il cinema, il teatro, e ogni occasione di cultura proposto dal video. Gatto osserva, si diverte, si annoia, a volte si indigna. L’autore commenta dal punto di vista dell’uomo di lettere, e spesso la sua penna prende solo spunto da un programma andato in onda nella settimana, per stilare pezzi di costume, di arte, di attualità. Come scrive Aldo Grasso nella postfazione a questo libro, «Il legame della prima critica televisiva italiana (fino ai tardi anni Sessanta) con il mondo della poesia e della letteratura s’impone come una specificità del panorama culturale italiano: oltre a Gatto, anche Campanile, Bianciardi, Fratini, Guareschi, Pasolini (con alcuni interventi dalle pagine del “Corriere”) si impegnarono in prima persona nella critica al nuovo medium – quando ancora non si sapeva cosa fosse la critica televisiva, come esercitarla, con quali strumenti – e parteciparono alla creazione di un pensiero intorno alla TV. È per questo che la raccolta delle critiche di Gatto invita il lettore a non fermarsi al piacere della lettura delle recensioni (che sono gustose, pungenti, colte) ma si offre anche come frammento di una riflessione più ampia sul contributo che un certo settore della critica televisiva italiana ha portato ai processi di istituzionalizzazione del medium nel contesto culturale e sociale italiano».

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Ballate degli anni

13 ottobre 2013

Sarei scortese verso lo scrivano
che cuce in versi la mia lunga trina
se non dicessi: “questo Gatto nano
che vedete così con la vestina”

alfonso gatto

Alfonso Gatto
Ballate degli anni
a cura di Annalisa Gimmi
le Ginestre

In fila tutti, gli anni dietro gli anni,
l’ultimo è il primo, il primo è il più bambino.
A parlarvi di me, bando agli inganni,
lascio la Storia e sono a voi vicino.

Io sono il Millenovecentoeuno,
senza senno di poi, appena nato.
Se dite di sapere, c’è nessuno
che m’abbia a dire perché son passato?

Aveva chiuso il Papa il Giubileo,
Parigi usciva dalla grande fiera,
il secolo moriva col trofeo
della sua pace, in guerra coi Boeri.

È strano, e bellissimo, pensare di poter leggere oggi testi sconosciuti di un autore scomparso da molto tempo. Soprattutto se si tratta di un grande del Novecento. Eppure queste Ballate, scritte da Alfonso Gatto all’inizio degli anni Sessanta, sono inedite. E si tratta di versi di accurata rifinitura, parole limate con rigore e leggerezza. Perché è indubbio che è sempre la poesia il vero motore di ogni scritto dell’autore salernitano. Quindi non resta che godere di questi testi davvero lievi e straordinari, ringraziando la buona stella che ne ha evitato la perdita definitiva.

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