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Finché arrivano lettere d’amore

23 ottobre 2017

ottobre 2017

Helga M. Novak
Finché arrivano lettere d’amore
Poesie 1956 – 2004
Traduzione di Paola Quadrelli
le Meteore

solange noch Liebesbriefe eintreffen
ist nicht alles verloren
solange noch Umarmungen und Küsse
ankommen und sei es in Briefen
ist nicht alles verloren

finché arrivano lettere d’amore
non tutto è perduto
finché mi raggiungono abbracci
e baci seppure per lettera
non tutto è perduto

È questa la prima antologia italiana della lirica di Helga M. Novak, qualificata dal poeta e chansonnier tedesco-orientale Wolf Biermann come «la maggiore poe tessa della DDR». Intensamente legata alla esperienza autobiografica, contrassegnata da un doloroso destino di figlia adottiva, dall’espatrio dalla DDR nel 1966 e da una esistenza errabonda, la vasta produzione poetica della Novak si distingue per una notevole varietà formale, ritmica e contenutistica, testimoniata nel presente volume dall’alternarsi di ballate di sapore popolare, apologhi di marcata attualità politica, lamenti d’amore, invocazioni struggenti, composizioni di soggetto storico e mitologico e, soprattutto, splendide poesie dedicate alla natura, in cui paesaggi coperti da antiche foreste e punteggiati di laghi vengono evocati con precisione naturalistica e forza visionaria.

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Helga M. Novak (pseudonimo di Helga Maria Nowak) nacque a Berlino-Köpenick nel 1935 e crebbe a Erkner nei pressi di Berlino in una famiglia adottiva da cui si distaccò appena quindicenne per frequentare un collegio per la formazione di quadri del Partito socialista unitario. La giovane entrò tuttavia assai presto in conflitto con le autorità della DDR: dapprima costretta a interrompere gli studi universitari a Lipsia fu quindi privata della cittadinanza nel 1966 per «sentimenti antisocialisti». Nei decenni successivi visse a Francoforte sul Meno e a Berlino Ovest, soggiornando tuttavia a lungo in diversi Paesi, tra cui l’Islanda, la Jugoslavia, la Spagna, il Portogallo della rivoluzione dei garofani, la Polonia di Solidarność, gli Stati Uniti. Nel 1989 si stabilì infine in una località nella brughiera di Tuchel, nella Polonia settentrionale. Oltre a dieci raccolte di poesie, insignite di numerosi premi, Helga M. Novak è autrice di radiodrammi, prose, racconti e di romanzi autobiografici che ottennero una vasta eco nella Germania federale dei primi anni Ottanta: Die Eisheiligen e Vogel federlos (Volava un uccello senza piume, Giunti 1990). L’ultimo volume della trilogia autobiografica, intitolato Im Schwanenhals, è uscito nel 2013 ed è incentrato sugli anni universitari, sovrastati dalla onnipresente Stasi, la polizia segreta della DDR. Helga M. Novak è morta a Rüdersdorf, presso Berlino, nel 2013.

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Le nature indivisibili

1 dicembre 2016

dicembre 2016

Claude Royet-Journoud
Le nature indivisibili
Traduzione di Domenico Brancale
le Meteore

dirti una sola cosa
(senza usare la bocca
né la lingua
e senz’alcun rumore di sillabe)

gesti di collera

una generazione d’intrecci

liquido non mi appartiene

Apprezzato da autori come Edmond Jabès, Paul Auster e Jean-Luc Nancy, Claude Royet-Journoud è uno dei più importanti poeti contemporanei in Francia. La sua scrittura por tata al limite della rarefazione, spogliata della metafora e del dispositivo poetico convenzionale ha sviluppato uno stile libero in quella ricerca continua di una nudità di parola. Lo spazio bianco, le parole, la messa in pagina condividono all’unisono il silenzio del libro. Questo silenzio è la grana della voce che resiste e nutre la parola. Le nature indivisibili, ultimo libro della tetralogia cominciata nel 1972 con il libro Le Renversement, conferma definitivamente questo percorso: l’inscrizione della poesia sulla pagina co me teatro catartico del desiderio. Quella di Claude Royet-Journoud è una poesia che aderisce alla realtà senza compromessi, dove leggere significa non più voler sapere e comprendere, ma far dell’incomprensibilità un’esperienza inaugurale della lettura. A parte alcune traduzioni apparse in rivista, Le nature indivisibili è il primo libro di Claude Royet-Jornoud in Italia.

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Claude Royet-Journoud è nato a Lione nel 1941.
A partire del 1963 ha fondato e diretto con Anne-Marie Albiach e Michel Couturier la rivista Siècle à mains cui succederanno le riviste «A», L’In-plano, Zuk, Anagnoste e Vendredi 13.
Ha tradotto George Oppen e pubblicato John Ashbery e Louis Zukofsky. Nel 1974 ha creato e diretto per la radio il programma “Poésie ininterrompue” su “France Culture”.
Una tetralogia, frutto di un lavoro di venticinque anni, costituisce l’opera principale apparsa per Gallimard: Le Renversement (1972), La notion d’obstacle (1978), Les objets contiennent l’infini (1983) e Les natures indivisibles (1997). Per l’editore P.O.L è apparso nel 2016 il libro La Finitude des corps simples. Collabora alla rivista “Koshkonong” diretta da Jean Daive.
Vive a Parigi.

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