Posts Tagged ‘le Stellefilanti le cento città’

Il mio cielo d’oro

13 ottobre 2013

Mino Milani cielo oro pavia

Mino Milani
Il mio cielo d’oro
le Stellefilanti le cento città

Alzai gli occhi, a cercare qualcosa che non c’era più; e poi quel cumulo incredibile di mattoni, quel pensare che c’era una scuola a cinquanta metri, il rifuggere atterrito da questo pensiero; e quella sorta di nuvola color mattone, che indugiò a lungo nell’aria immota.

acquista online Il mio cielo d’oro

:::
Guglielmo Milani detto Mino, nasce a Pavia il 3 febbraio del 1928. Giornalista, scrittore, fumettista e storico, si laurea in lettere moderne nel 1950, con una tesi sul brigantaggio nelle Calabrie. Assunto dalla Biblioteca Civica di Pavia, ne diviene direttore e vi lavora fino al 1964. La sua attività di giornalista e scrittore inizia nel 1953 con saltuarie collaborazioni al “Corriere dei Piccoli”, di cui poco dopo diventa uno dei più importanti ed apprezzati redattori, fino al 1977. Fra le sue opere, fondamentali le avventure di Tommy River e di Martin Cooper; e le collaborazioni con i più importanti disegnatori italiani, tra i quali Hugo Pratt, Milo Manara e Grazia Nidasio. Nel 1978 assume la direzione del quotidiano “La Provincia Pavese”, incarico che in seguito lascia per dedicarsi alla scrittura: romanzi, saggi e biografie. I suoi Fantasma d’amore (Rizzoli, 1997) e Selina (Mondadori, 1980) vengono trasposti in film da Dino Risi e da Carlo Lizzani. Rivestono particolare importanza i suoi testi storici, come la monumentale Biografia critica di Giuseppe Garibaldi (Mursia, 1982).

:::
Mino Milani nel catalogo effigie

:::
casa editrice effigie il catalogo

Nud’e cruda

13 ottobre 2013

taranto

Cosimo Argentina
Nud’e cruda
Taranto mon amour
le Stellefilanti le cento città

Una città, Taranto, descritta con un taglio inconsueto e a volte spiazzante. Materia del libro sono i corpi, le vie, i mercati tarantini, gli occhi dei ragazzi di strada, la sensualità delle donne affacciate ai balconi, uomini persi in periferie senza scampo; e insenature tanto belle quanto aggredite dalla violenza del progresso scriteriato. Per questa narrazione, Cosimo Argentina segue un itinerario personale, scrive una sorta di pamphlet, che si discosta dal saggio restando però sempre fedele a un principio di verità e onestà intellettuale. Ne consegue che, per staccarsi dal modo canonico di descrivere la città, l’autore deve prendere le distanze da un linguaggio formale, letterario, e tentare di aderire con la lingua ai suoni, agli schiamazzi dei vicoli della città dei due mari, al rumore della risacca lungo il litorale ionico; rivisitare il contrasto tra i resti del tempio di Poseidone e i veleni ossessivi delle acciaierie, ma mimare anche il respiro dei mercati ortofrutticoli. 25 brevi capitoli che vanno dalla Marina militare alla baia di lido Silvana; dal popolo tarantino alla strada simbolo della città; dai quartieri periferici alle vie dove ancora palpita il cuore urbano; dal cibo al difficile rapporto di Taranto con l’lIva; dal mercato Fadini – vero souk mediterraneo – all’impressionante elenco di omicidi che ha segnato per un certo periodo la vita cittadina.

acquista online Nud’e cruda

:::
casa editrice effigie il catalogo