Posts Tagged ‘Pier Paolo Pasolini’

Il Petrolio delle stragi

24 ottobre 2016

Gianni D’Elia
Il Petrolio delle stragi
Postille a L’eresia di Pasolini
gli economici
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casa editrice effigie il catalogo

Frocio e basta

15 aprile 2016

effigie giovannetti pasolini

Carla Benedetti · Giovanni Giovannetti
Frocio e basta
Pasolini Cefis e i capitoli mancanti di Petrolio
il Regisole saggistica

Questo libro racconta il doppio depistaggio che si è dispiegato attorno all’omicidio di Pasolini: uno volto a sviare le indagini, l’altro a tenere nascosti alcuni contenuti-chiave di Petrolio, il romanzo che Pasolini stava scrivendo quando fu ucciso.
Quel brutale massacro resta perciò uno dei buchi neri nella notte repubblicana e una delle vergogne della cultura italiana, che per tanti anni ha accreditato la ricostruzione ufficiale del delitto.
Pasolini viene ucciso probabilmente per la medesima ragione del giornalista Mauro De Mauro, fatto sparire nel 1970. Erano andati entrambi troppo vicino alla verità sull’omicidio di Mattei e si preparavano a divulgarla, accusando Eugenio Cefis, successore di Mattei alla presidenza dell’Eni e presunto fondatore della P2.
Pasolini fa di Cefis un personaggio centrale di Petrolio, che incarna in modo esemplare la «mutazione antropologica della classe ominante» e l’avvento di quel nuovo Potere finanziario e multinazionale che ci ha condotti alla cattiva società di oggi, corrotta e di ceto.
Egli intendeva inserire nel cuore del romanzo alcuni discorsi di Cefis, che avrebbero raccontato con chiarezza ciò che stava accadendo in Italia.
Quei discorsi erano tra le carte di Petrolio, ma i curatori dell’edizione postuma non hanno ritenuto opportuno inserirveli.
Come l’appunto intitolato Lampi sull’Eni, forse mai scritto da Pasolini, o forse fatto sparire, anche quei discorsi sono un capitolo mancante di Petrolio, un’importante chiave di lettura che è stata occultata. Li potrete leggere in questo libro, messi in risonanza con l’altra storia d’Italia, quella coperta, e con le opere e la critica civile dell’ultimo Pasolini.

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Alessandro Mezzena Lona, “Il Piccolo” 27 giugno 2016

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a proposito di Pier Paolo Pasolini nel catalogo effigie

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Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz autore di Questo è Cefis incontra Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri, nel film La macchinazione

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Carla Benedetti insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università di Pisa.
Tra i suoi libri, Pasolini contro Calvino (Bollati Boringhieri 1998), L’ombra lunga dell’autore (Feltrinelli, 1999), Il tradimento dei critici (Bollati Boringhieri 2002), Disumane lettere (Laterza,2011) e Oracoli che sbagliano, con Maurizio Bettini (Effigie 2016).

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Giovanni Giovannetti nel catalogo effigie

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L’eresia di Pasolini

3 settembre 2015

Gianni D’Elia
L’eresia di Pasolini
L’avanguardia della tradizione dopo Leopardi
gli economici
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La dolce insolenza e la disperata vitalità di un autore diverso, eretico, luterano e corsaro: Pier Paolo Pasolini, perseguitato in vita e apparentemente scandaloso nella morte, quando invece il vero scandalo è stato quello “politico”, di chi lo ha fatto impunemente uccidere. Forse le radici del delitto vanno rintracciate nell’incompiuto Petrolio, una lucida denuncia dell’intreccio corrotto tra servizi segreti di Stato, grande industria pubblica e mafia. Profeta indifeso, disilluso e incivile, perché quella era l’unica forma possibile di coscienza civile, Pasolini si è esibito come testimone autentico dell’epoca in cui viveva, sapendo di dovere pagare di persona. Questo scrittore scomodo si può rimuovere, svilire, calunniare. L’hanno fatto, quando era vivo, l’avanguardia e l’accademia e qualcuno ci riprova. Gianni D’Elia fa rivivere invece Pasolini nella sua altissima integrità: il poeta dialettale e «poematico» in lingua, il saggista, il narratore e l’autore del «teatro di parola» e del «cinema di realtà». Gli ampi reperti di questa rilettura “totale” mirano soprattutto a distruggere l’opera di restaurazione o epurazione in atto. Si assiste così con gioia a una rivisitazione appassionata di testi e idee, accompagnata da una puntuale iconografia del nini muàrt. Perché Pasolini è stato, come pochi autori del Novecento, una vera «avanguardia della tradizione».

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Gianni D’Elia è nato a Pesaro nel 1953. Presso Einaudi, nella “Collezione di poesia” ha pubblicato: Segreta 1986-1987 (1989 e 1995), Notte privata (1993), Congedo della vecchia Olivetti (1996), Sulla riva dell’epoca (2000), Bassa stagione (2003), Trovatori (2007) e Trentennio. Versi scelti e inediti 1977-2007 (2010). Per la collana Einaudi “Scrittori tradotti da scrittori”, ha tradotto I nutrimenti terrestri di André Gide (1994) e Lo Spleen di Parigi di Baudelaire (1997). Da Effigie sono usciti tre saggi: L’eresia di Pasolini (2005), Il Petrolio delle stragi (2006) e Riscritti corsari (2008), che comprende anche una sezione di epigrammi politici.

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a proposito di Pier Paolo Pasolini nel catalogo effigie

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Carla Benedetti

15 ottobre 2013

Frocio e basta [2016]
Pasolini, Cefis e i capitoli mancanti di Petrolio
(con Giovanni Giovannetti)
il Regisole saggistica

Frocio e basta
(con Giovanni Giovannetti)
i Fiammiferi [FUORI CATALOGO]

Oracoli che sbagliano
Un dialogo sugli antichi e sui moderni
(con Maurizio Bettini)
i Fiammiferi

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Carla Benedetti insegna Letteratura italiana all’Università di Pisa.

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a proposito di Pier Paolo Pasolini nel catalogo effigie

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Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz autore di Questo è Cefis incontra Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri, nel film La macchinazione

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Marco Ciriello

15 ottobre 2013

Tutti i nomi dell’estate
Remake di un viaggio Pasoliniano
le Stellefilanti taccuino di viaggio

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Marco Ciriello (1975)

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Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz autore di Questo è Cefis incontra Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri, nel film La macchinazione

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Gianni D’Elia

15 ottobre 2013

L’eresia di Pasolini
L’avanguardia della tradizione dopo Leopardi

Il Petrolio delle stragi
Postille a L’eresia di Pasolini

Riscritti Corsari
le Stellefilanti luoghi letterari

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Gianni D’Elia (Pesaro 1953)

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Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz autore di Questo è Cefis incontra Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri, nel film La macchinazione

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Giovanni Giovannetti

15 ottobre 2013

· Un archivio italiano
· Bananopoli Una dimentica memoria civica
· Comprati e venduti
· Frocio e basta Pasolini, Cefis e i capitoli mancanti di Petrolio (con Carla Benedetti)
· Fuochi sulla città
· Indagine su Leonardo Pavia, Vigevano, il Ticino e l’Università
· di prossima pubblicazione Malastoria
L’Italia ai tempi di Cefis e Pasolini

· I mestieri di Po (con Osvaldo Galli)
· Plagi
· Ritorno a Danzica (con Agnieszka Sowa)
· Sprofondo nord
· Il tamburo di lotta Polonia, la parabola di Solidarność
· Voci dall’agorà (con Maurizio De Rosa)
· Zingari di merda (con Antonio Moresco)

Giovanni Giovannetti (Lucca, 1955). Giornalista, editore e fotografo, nel 1988 ha fondato l’agenzia fotografica Effigie, divenuta poi anche casa editrice. Tra i suoi libri: Belfast. Appunti sulla realtà nord-irlandese (1981), Diario polacco. Immagini su un anno di sindacato libero (1982), Ritorno a Danzica (con Agnieszka Sowa, 2004), Sprofondo nord (2011), Comprati e venduti (2013). È nella redazione della rivista “Il primo amore”.

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Giorgio Steimetz

15 ottobre 2013

Questo è Cefis
L’altra faccia dell’onorato presidente
Saggi e documenti

Chi è Giorgio Steimetz? In quanti hanno lavorato a Questo è Cefis? Qualcosa sappiamo della casa editrice, l’Agenzia Milano Informazioni di Corrado Ragozzino, di cui Steimetz è forse l’alter ego. L’agenzia è finanziata da Graziano Verzotto (1923-2010), ex partigiano, democristiano della corrente dorotea di Mariano Rumor, segretario regionale Dc in Sicilia dal 1962 al 1966, nonché uomo di Enrico Mattei nell’isola e fiero avversario di Cefis. Nel 1967 Verzotto è nominato presidente dell’Ente minerario siciliano, carica che manterrà fino al 1975 quando, per evitare l’arresto (in una banca di Michele Sindona erano emersi dei “fondi neri”), il presidente di Ems ripara in Libano e infine a Parigi, sotto falso nome. Tornerà in Italia solo nel 1991, libero solo grazie a un indulto.

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Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz autore di Questo è Cefis incontra Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri, nel film La macchinazione

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Tutti i nomi dell’estate

14 ottobre 2013

Marco Ciriello
Tutti i nomi dell’estate
Remake di un viaggio Pasoliniano
le Stellefilanti taccuino di viaggio

L’autore ripercorre e attualizza il viaggio compiuto da Pier Paolo Pasolini nell’estate 1959, lungo le coste italiane da Ventimiglia a Trieste: i luoghi e le storie – il Po, la notte a Scampia, la normalità di Lampedusa e Carloforte… – raccontate in questo “taccuino di viaggio” sono un po’ wallaciane, un po’ western, un po’ metropolitane. «Pasolini diceva che “i maestri vanno mangiati in salsa piccante”, questo l’ho capito dopo aver fatto il viaggio per scrivere il mio, volevo raccontare di lui e ho detto di me, volevo ricordarlo e invece l’ho perso: cercavo Pasolini ed ho trovato l’estate».

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Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz autore di Questo è Cefis incontra Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri, nel film La macchinazione

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Questo è Cefis

14 ottobre 2013

DA QUESTO LIBRO IL FILM
Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz
Pier Paolo Pasolini è interpretato da Massimo Ranieri
LA MACCHINAZIONE

Giorgio Steimetz

Giorgio Steimetz
Questo è Cefis
L’altra faccia dell’onorato presidente
Saggi e documenti

Questo è Cefis, firmato da un fantomatico Giorgio Steimetz, è un libro-verità assai documentato, dal piglio ironico e a volte canzonatorio. Arriva in libreria nel 1972, ma subito viene fatto sparire. E si capisce: è la documentata «inchiesta dal vero» sul potentissimo nonché “invisibile” presidente di Eni e Montedison Eugenio Cefis, una delle figure più inquietanti e controverse della storia repubblicana, che una informativa riservata del Sismi (il Servizio segreto militare) indica come «il vero capo della P2» e che nel 1971 viene nominato ai vertici di Montedison, il colosso chimico privato poco prima acquisito dall’Eni. Nelle sue mani – ha scritto il politologo Massimo Teodori – Montedison «diviene progressivamente un vero e proprio potentato che, sfruttando le risorse imprenditoriali pubbliche, condiziona pesantemente la stampa, usa illecitamente i servizi segreti dello Stato a scopo di informazione, pratica l’intimidazione e il ricatto, compie manovre finanziarie spregiudicate oltre i limiti della legalità, corrompe politici, stabilisce alleanze con ministri, partiti e correnti». Nel 1974 si scoprirà che il capo dei Servizi segreti Vito Miceli – tessera P2 n.1605 – quotidianamente inoltrava informative al presidente di Montedison, quasi che il Sid fosse la personale polizia privata di Eugenio Cefis. Fiancheggiato dagli spioni di Stato Cefis monitora politici, industriali, giornalisti, aziende pubbliche e private. Questo inquietante scenario da pre-golpe è ripreso da Pier Paolo Pasolini in Petrolio, il romanzo sul Potere che la sua morte violenta gli impedì di terminare. Petrolio riprende quasi alla lettera ampi paragrafi di Questo è Cefis e dei “mattinali” del Sid al «grande elemosiniere», reinventandoli narrativamente. Sono temi brucianti, che Pasolini tratta contemporaneamente sia nel romanzo che sulle pagine del “Corriere della Sera”. La sua denuncia avrà breve durata: la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 Pasolini muore massacrato da «tre siciliani» quarantenni (e non dal diciassettenne Pino Pelosi); nel frattempo altri provvedono a sottrarre da Petrolio il capitolo Lampi sull’Eni, «che – ha scritto Gianni D’Elia – dall’omicidio ipotizzato di Mattei guida al regime di Eugenio Cefis, ai “fondi neri”, alle stragi dal 1969 al 1980 e, ora sappiamo, fino a Tangentopoli, all’Enimont, alla madre di tutte le tangenti». La “strategia della tensione” non vuole destabilizzare; al contrario vuole consolidare un sistema che si muove con le bombe degli anni Settanta per arrivare con mezzi più subdoli alla presa del potere dei nostri giorni. In questo imperdibile libro-inchiesta di Steimetz, cui deve molto l’incompiuto e mutilato Petrolio di Pasolini, si trova la chiave di lettura di questo criminale asse politico-economico-mafioso. Sono pagine sull’Italia del doppio boom anni Settanta: sviluppo e bombe. Bombe stragiste, piduiste e mafiose. Uno «Stato nello Stato» che nel 1962 ha tolto di mezzo il presidente dell’Eni Enrico Mattei; nel 1968 il giornalista Mauro De Mauro; nel 1971 il giudice Pietro Scaglione; nel 1975, con ogni probabilità, lo stesso Pasolini. La catena dei delitti mafiosi e di Stato prosegue nel 1979 con la morte del vice questore di Palermo Boris Giuliano. Nel 1992 vengono eliminati i magistrati antimafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Roberto Citran nei panni di Giorgio Steimetz autore di Questo è Cefis incontra Pier Paolo Pasolini, interpretato da Massimo Ranieri, nel film La macchinazione

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