Posts Tagged ‘romanzi’

Il castello

25 ottobre 2016


DICEMBRE 2016
UNA NUOVA STORIA
DELL’IMPERIAL REGIO COMMISSARIO MELCHIORRE FERRARI

Mino Milani
Il castello
le Stellefilanti romanzi

Dal fiume si scorgeva solo una parte del muro e il tetto rosso cupo.
Tutto il resto era nascosto dal verde degli alberi.

Il commissario Melchiorre Ferrari combatte il crimine all’Imperiale e Reale Delegazione di Polizia di Pavia, con l’aiuto dei suoi fedeli gendarmi e del fedelissimo Steiner. Ha un rapporto complicato con il suo diretto superiore: il Sovrintendente barone Aloys Ziller von Taubendorf. Ossessionato dai mazziniani e timoroso di non esprimersi al meglio in italiano, il raffinato Ziller gli passa spesso la palla adducendo impegni pregressi, apparendo ipocrita o patetico, a volte umoristico. Anche Steiner riesce a far sorridere Melchiorre per la sua timidezza con le belle sighnorine e il suo italiano stentato: «Ach, io che mi ricordo che lui ha un nome che fa un po’ ridere! Come fa lui a fumare i galli?» Più spesso Steiner tenta di consolarlo: «Alles gut, sighnor commissario?»
Melchiorre, da buon pavese, non ama allontanarsi dalla sua città, per rimanere vicno al suo quartierino di Contrada Mezzabarba con le finestre aperte sul Giardino del Re. Eviterebbe ogni spostamento che dovesse comportare la carrozza: malgrado sia zoppo, dice di poter arrivare dappertutto. Quando il dovere lo chiama, si trova ad esplorare zone che non conosce, e si sente colpa: un buon questurino dovrebbe conoscere la sua città come le sue tasche.
Pavia è al confine tra il Regno di Sardegna e il Lombardo-Veneto; sul Ticino i pavesi contrabbandano solo «roba da bere e da mangiare, e giornaletti sovversivi»: lavoro di routine per la delegazione.
Routine.
Poi compare un ometto che pare l’emblema della povertà. Dopo aver fatto la propria denuncia, l’ometto silenziosamente rientra nel suo umile nulla. Ferrari avvia l’inchiesta, si ritrova così ad avanzare adagio e con fatica tra cespugli così fitti ed intricati da rendere impossibile il passo. Così da rovinarsi le scarpe, e strapparsi giacca e pantaloni. Si ritrova a pensare: ma sei proprio tu, Melchiorre, a fare queste cose? Che cosa t’è venuto in mente, Melchiorre, di fare questo mestiere? Mah, una volta mi era sembrato bello.
Poi compare un dottore: «Lombroso. Cesare Lombroso. Ma non sono ancora dottore. Lo sarò tra sei mesi e tre giorni». Così si presenta a Ferrari l’allora sconosciuto studioso. Per quanto affascinato dal personaggio, il commissario non riesce a pensare che il crimine sia una malattia congenita, portata dipinta sul viso. La notizia di un’evasione precognizzata dal Lombroso lo fa vacillare: magari il dottorino non dice cose a vanvera. Ma più razionalmente si domanda chi si sarebbe messo nell’impresa di far evadere un poveraccio, criminale nato, per di più già condannato a morte.
Melchiorre si ritrova anche ad ammirare un teschio perfettamente pulito, si sarebbe detto tirato a lucido, che Lombroso vuole portargli, a conferma delle proprie teorie.
Il giovane dottorando si dimostra anche bravo pittore: gli mostra il ritratto di una donna di cui si è innamorato e, forte dei suoi studi di fisiognomica, gli assicura che lo tradirà.
Ma quella donna fa innamorare anche i gendarmi, si chiama Teresina ed evoca in Melchiorre una sorta di inno alla giovinezza che lo farà scantonare da qualche suo solido principio.
Discutendo dei diritti della scienza e del progresso, d’amore e di pietà cristiana, alla fine Melchiorre si convince che quel giovane dottore otterrà fama e gloria.

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L’Imperial Regio commissario Melchiorre Ferrari
Un’altra sconfitta Ferrari
L’annegata di Borgobasso
Il castello
Come fu
La donna che non c’era
Dopo trent’anni
Storia ingrata
Il vampiro

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Mino Milani nel catalogo effigie

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Lucio Klobas

15 ottobre 2013

Anni luce
le Stellefilanti romanzi

·
Istriano di origine, Lucio Klobas è nato nel 1944. Vive a Bergamo.

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Konstantinos D. Tzamiotis

15 ottobre 2013

L’amore morale
le Stellefilanti romanzi

Konstantinos D. Tzamiotis (Larissa, 1970) è uno dei migliori scrittori greci della sua generazione. L’amore morale è il suo primo libro tradotto in Italia.

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La cagna del ponte

13 ottobre 2013

Mino Milani effigie

Mino Milani
La cagna del ponte
e
La casa di via Robolini
le Stellefilanti romanzi

Già annunciata dal pallore del cielo, la nebbia scese nel giro di qualche minuto, nascondendo le case, velando i ciottoli della strada, dolcemente soffocando ogni rumore. Mormorò la ragazza: «Non avevo… cioè, non ho mai visto una cosa del genere».

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Guglielmo Milani detto Mino, nasce a Pavia il 3 febbraio del 1928. Giornalista, scrittore, fumettista e storico, si laurea in lettere moderne nel 1950, con una tesi sul brigantaggio nelle Calabrie. Assunto dalla Biblioteca Civica di Pavia, ne diviene direttore e vi lavora fino al 1964. La sua attività di giornalista e scrittore inizia nel 1953 con saltuarie collaborazioni al “Corriere dei Piccoli”, di cui poco dopo diventa uno dei più importanti ed apprezzati redattori, fino al 1977. Fra le sue opere, fondamentali le avventure di Tommy River e di Martin Cooper; e le collaborazioni con i più importanti disegnatori italiani, tra i quali Hugo Pratt, Milo Manara e Grazia Nidasio. Nel 1978 assume la direzione del quotidiano “La Provincia Pavese”, incarico che in seguito lascia per dedicarsi alla scrittura: romanzi, saggi e biografie. I suoi Fantasma d’amore (Rizzoli, 1997) e Selina (Mondadori, 1980) vengono trasposti in film da Dino Risi e da Carlo Lizzani. Rivestono particolare importanza i suoi testi storici, come la monumentale Biografia critica di Giuseppe Garibaldi (Mursia, 1982).

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Bella pugnalata

13 ottobre 2013

Disperazione, rabbia, sangue
ma anche fragilità e delicatezza

Alessandra Saugo
Bella pugnalata
le Stellefilanti romanzi

Un esordio vero, necessario, imperioso.
Un libro sghembo, disarticolato, impietoso, tagliente, crudele.
Vi si raccontano la vita, gli amori, i dolori, le allucinazioni e le speranze di una giovane donna bella pugnalata.
Incompletezza amorosa, iperrealismo genitale e sessuale, abbandoni. La vita di tutti i giorni e di questi anni vista con lucidità lancinante, resa vivida dalla spasmodica e ravvicinata attenzione del trauma. Fuori da ogni consolatorio stereotipo femminile, eppure con una voce e una forza profondamente femminili. In una lingua a volte bassa, radente; a volte piena e alta, avventurosa e poetica.

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Anni luce

13 ottobre 2013

È raro incrociare il tempo più volte nello stesso momento

Lucio Klobas
Anni luce
le Stellefilanti romanzi

È raro anche risalire le difficoltà del tempo badando a non cadere: le inversioni di marcia potrebbero risultare fatali. Nondimeno si rischia meno del previsto, non succede nulla che non sia atteso; il punto di partenza è anche il punto d’arrivo, il punto del non ritorno è anche il punto iniziale, l’attesa iniziale è un calcolo a cielo aperto, l’esito si profila all’orizzonte, si diventa adulti piano piano. Così un giorno mi trovai in mezzo alla confusione nella legge dell’inganno con la morte nel cuore, e questo non è un punto di partenza né di arrivo, ma semplicemente un’illusione assurda che lascia il segno sulla pelle. Dopodiché si abbandona la propria immagine, freschi e leggeri, per sostituirla con una più vecchia; non si capisce perché, ma forse si diventa genitori così, con cani, gatti e figli al seguito
e molta strada da percorrere, anche se si pensa di essere fermi, una fuga alla rovescia, una fuga dal tempo passato, dagli anni futuri, con o senza luce, immersa nel buio, con o senza speranza, indefinibile.

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L’annegata di Borgobasso

13 ottobre 2013

“con tutta l’acqua del cielo che viene giù,
e quella del Ticino che viene su…”

Mino Milani effigie

Mino Milani
L’annegata di Borgobasso
le Stellefilanti romanzi

La pioggia incessante gonfia il fiume che non riesce più a trattenere le sue acque. Nel borgo allagato manca ancora qualcuno, considerato disperso. I morti però sono già due. Melchiorre Ferrari, i suoi fidi sottoposti e le varie Imperial Regie autorità si barcamenano in una situazione d’emergenza inusuale. In questo umido e macchinoso andirivieni, con la sua gamba zoppetta, il commissario si mette sulle tracce di un segreto, della cui esistenza non è convinto nemmeno lui stesso.
L’indagine lo porta a incontrare personaggi colti o bizzari, imprevedibili o spregevoli. Viene così a conoscere un sorprendente vecchietto, già tamburino nelle truppe di Bonaparte; nonché una donna innamorata di un amore puro, un amore impossibile.

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Un’altra sconfitta Ferrari
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Come fu
La donna che non c’era
Dopo trent’anni
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Il vampiro

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L’amore morale

13 ottobre 2013

Un giovane gentiluomo lascia la moglie dopo il tradimento: orgoglio ferito o valori disattesi? Oltre quarant’anni dopo, l’attesa di un incontro lo porta a interrogarsi su lealtà e menzogna, ragione e sentimento.

Konstantinos D. Tzamiotis
L’amore morale
Traduzione di Maurizio De Rosa
le Stellefilanti romanzi

In un giorno qualsiasi dell’aprile 1904 Josef Krein, un vecchio gentiluomo che ha fallito nella carriera militare ma è diventato un archeologo di fama, si leva prima dell’alba in un alberghetto dei sogni perduti. Siamo ai margini di un paese del Centroeuropa, vicino a certi luoghi cari a Lernet-Holenia e forse, ancor più, al Márai delle Braci. Per quattro ore Krein lavora alle sue carte come se dopo 46 anni non stesse attendendo di rivedere la moglie, una donna bellissima che lo ha tradito con il fratello. In una narrazione spoglia si impongono grandi questioni; che aprono sull’abisso di una intera vita, di ogni vita.

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Un’altra sconfitta Ferrari

13 ottobre 2013

Mino Milani effigie

Mino Milani
Un’altra sconfitta Ferrari
le Stellefilanti romanzi

Il giorno seguente, fu finalmente il gran giorno: la chiesa del Carmine si riempì di gente, mai vista tanta. Arrivarono i vescovi. Arrivarono le autorità. Il comando del Presidio militare aveva provveduto ad inviare un plotone di soldati che, nella bella uniforme bianca, presentarono le armi.

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La donna che non c’era
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Guglielmo Milani detto Mino, nasce a Pavia il 3 febbraio del 1928. Giornalista, scrittore, fumettista e storico, si laurea in lettere moderne nel 1950, con una tesi sul brigantaggio nelle Calabrie. Assunto dalla Biblioteca Civica di Pavia, ne diviene direttore e vi lavora fino al 1964. La sua attività di giornalista e scrittore inizia nel 1953 con saltuarie collaborazioni al “Corriere dei Piccoli”, di cui poco dopo diventa uno dei più importanti ed apprezzati redattori, fino al 1977. Fra le sue opere, fondamentali le avventure di Tommy River e di Martin Cooper; e le collaborazioni con i più importanti disegnatori italiani, tra i quali Hugo Pratt, Milo Manara e Grazia Nidasio. Nel 1978 assume la direzione del quotidiano “La Provincia Pavese”, incarico che in seguito lascia per dedicarsi alla scrittura: romanzi, saggi e biografie. I suoi Fantasma d’amore (Rizzoli, 1997) e Selina (Mondadori, 1980) vengono trasposti in film da Dino Risi e da Carlo Lizzani. Rivestono particolare importanza i suoi testi storici, come la monumentale Biografia critica di Giuseppe Garibaldi (Mursia, 1982).

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Accusata

13 ottobre 2013

Sono in stato di grazia. Quindi uccido

mehr accusata

Mariella Mehr
Accusata
Traduzione di Claudia Costa, Federica Mauri, Anna Ruchat e Valeria Sanna
le Stellefilanti romanzi

Accusata di omicidio e di atti incendiari, in un monologo incalzante con la psicologa del tribunale, Kari Seb lotta per affermare la propria capacità di intendere e di volere, per il suo passato, per la sua vita. Nel suo infiammato discorso, che la vede sdoppiata tra sé e Malik – l’altro sé, quello che agisce – sviluppa via via le fantasie di un serial killer, senza mai attenersi alle categorie della giustizia e della colpa, dando sfogo ad un suo personale linguaggio, feroce.
Con Accusata Mariella Mehr, scrittrice svizzera di origini zingare, conclude nel 2002 la sua Trilogia della violenza.

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