Lettere nere

Andrea Raos
Lettere nere
le Ginestre

Nell’amore e nell’istante successivo scartano
cadendo folaghe migranti affogate dal risucchio
dell’aria in preda al terrore stridono impazzite
non sanno da dove giunga la minaccia il predatore
che già ghermisce la più fragile preda e
inebriato dalla vittoria nel volo non si chiede
a chi chiedere lui pietà

Provocando sillaba dopo sillaba una zona di indecidibilità tra verso e prosa, tra musica e discorso, Andrea Raos scrive Lettere nere contrastando partizioni e strutture invalse nella letteratura italiana e innestandovi – sfidandole – sintassi aliene, e per tanto stranianti.
Una materia esperienziale incandescente dove gli “schemi della follia” si incrociano con l’impulso a sfondare i determinismi sociali e letterari, così creando un campo di forze vivo in cui risuonano incessanti gli interrogativi che segnano tutta l’opera di Raos: come uscire, vivi, dal mondo, dalle sue impalcature sociali e i suoi riti ipocriti?
Come far diventare movimento e azione visibile il moto individuale della sua frantumazione e ricomposizione?

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Una Risposta to “Lettere nere”

  1. quattro domande a Andrea Raos su poesia e traduzione | Diaria dell'interezza Says:

    […] improvvisativo che hai nominato altrove come importante ai tempi della scrittura di Lettere nere, quello che, se capisco bene, è stato il motivo o il motore di una reazione a scompaginare la tua […]

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