Archive for the ‘effigie edizioni’ Category

La ragazza Melampo

14 luglio 2022

Agosto 2022

Elena Soprano
La ragazza Melampo
e altri racconti
le Stellefilanti

«Escono e rientrano dalle auto. E non per scambiarsi figurine. Tutto chiaro. Sono la ragazza di guardia in un posto per scambisti, sono una Ragazza Melampo».

Dopo La maschera – il suo romanzo d’esordio, tradotto in cinque Paesi – e dopo La signora ermellino (che più d’un critico ha avvicinato a La storia di Elsa Morante), Elena Soprano torna con undici esilaranti racconti su donne che alla stabilità affettiva hanno preferito la vita da single.
Sono situazioni a volte comiche – come in Filomena, la donna napoletana con la complusione a controllare la spazzatura differenziata del condominio, che fa una corte serrata al ragazzo egiziano delle pulizie – a volte più intense, vedesi Media Vita in cui Linda, cantante in un coro, si ritrova a vivere l’analogia tra il canone a sei parti di cui sa solo l’incipit e il suo modo di vivere le relazioni che non riescono a spingersi oltre la fascinazione dell’inizio.
Situazioni che danno vita a piccoli quadri dove la semplice quotidianità ritrova valore declinandosi nella ricchezza di mondi interiori, a volte semplici a volte più complessi.
Un affondo nella caledoscopica realtà femminile, cui si contrappongono le contraddizioni e le fragilità, troppo spesso censurate, di uno sfuggente universo maschile.

In copertina: quattro ritratti femminili di Milt Kobayashi

Elena Soprano (Sondrio, 1965) esordisce nel 1994 con il romanzo La maschera (ed. Archinto, poi Baldini & Castoldi), Premio Lerici Opera Prima e tradotto in cinque Paesi.
Seguono Alice del pavimento (La Tartaruga, 1999) e La signora ermellino (Effigie, 2007).
Autrice di libri per bambini, Soprano ha scritto anche testi radiofonici per la Rai e per la Radio della Svizzera Italiana; fumetti e racconti su quotidiani e periodici tra cui “Nuovi Argomenti”, “La Repubblica delle Donne” e “Gulliver”.
Ha curato Progetti Lettura nelle scuole e nelle biblioteche civiche.
Col suo nome anagrafico si occupa di critica di narrativa per l’infanzia – per anni lo ha fatto sul Domenicale del “Sole 24 Ore” – e svolge attività di docente.

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Sesamo e sale

4 luglio 2022

LUGLIO 2022

Aa. Vv.
Sesamo e sale
le Ginestre

the artist stands at the canvas
trying to capture the colors
an angry man
with no color at all
.
l’artista è in piedi davanti alla tela
cercando di catturare i colori
un uomo furioso
senza nessun colore

Tutte le lingue mutano nel tempo, si lasciano sedurre da neologismi al contatto con altre lingue, popoli, nuove scoperte tecnologiche, scientifiche, ecc.
Le poetesse e i poeti autori di queste poesie, sono ugualmente attori, cantori, pittori.
Parlano le lingue dei rispettivi Paesi: Stati Uniti, Germania, Cuba, Costa d’avorio, Bosnia.
Vivono in italia da tanti anni, comunicano reciprocamente in italiano, lingua d’adozione, nella quale hanno declamato brani, recitato sceneggiature, pubblicato poesie, racconti, si sono esibiti in performance artistiche, dando un eccellente tributo alla lingua di Dante.

In copertina: Poetry is my passion(Haiku Antje Stehn, tecnica mista su carta)

Rufin Doh (Costa d’avorio) è scrittore, poeta, attore e autore teatrale.

Betty Gilmore (USA) è scrittrice, cantante e poetessa.

Ana María Pedroso Guerrero (Cuba) è poetessa scrittrice e attivista culturale.

Salih Selimović (Bosnia) è poeta

Antje Stehn (Germania) è poetessa e artista visiva.

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Trentanove transpoesie

4 luglio 2022

Luglio 2022

Endre Szkárosi
Trentanove transpoesie
le Ginestre

Valoroso falco nero
nella tristezza sono smarrito
In servitù mi dirozzo
Almeno tu fossi libero
Seppelliresti nel vento il mio sogno
Non posarti sulla terra sfruttata
Tu che volteggi in cielo eterno

La poesia di Szkárosi apre le finestre su un mondo altro, dove il linguaggio la fa da padrone. Sgorga da una spontanea autenticità, nondimeno da autori ungheresi come Ady e Petőfi József, dalle opere moderniste di Rimbaud, da Apollinaire, i dadaisti, i surrealisti, nonché da canzoni popolari, modi di dire, che nella transpoesia tornano con energia trasfigurati dal poeta che definisce l’arte poetica come fondata da “spazio, materia e movimento”. Szkárosi è particolarmente portato ad aprire i propri versi a un’indefinita trasformazione. (Tomaso Kemeny)

In copertina: Un’opera di Andres Barrioquinto

Endre Szkárosi (Budapest, 1952-2022) Poeta, performer, studioso, ha insegnato letteratura italiana all’Università di Budapest.
Le sue sperimentazioni di poesia sonora, di musica, di arti visuali, video e performance sono ben note nella scena internazionale.
Ha collaborato con vari gruppi fra i quali il suo Konnektor, la band inglese Towering Inferno e negli anni ’90 con Spiritus Noister.
Ha partecipato a numerosi festival internazionali di poesia e arte. Ha pubblicato vari libri di poesia, dischi e cassette di poesia e di musica. Fa “poesie-sculture” opere di “poesie di spazio” e di trans poesia con cui partecipa a mostre individuali e collettive. Nel 2007 gli è stato conferito il Premio Józef Attila, il massimo riconoscimento per la poesia del suo Paese.

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L’uragano Cefis

7 aprile 2022

maggio 2022

La fascinosa e controversa storia di un pasoliniano “eroe diabolico” la cui vita è legata a filo doppio ai tanti, troppi intrallazzi e misteri che hanno attraversato e attraversano questo nostro Paese

Fabrizio De Masi
L’uragano Cefis
Saggi e documenti

Dato alle stampe nel 1975, L’uragano Cefis è un libro unico per davvero. Se ne conserva infatti una sola copia, quella che nel marzo 2010 il chiacchierato senatore-bibliofilo Marcello Dell’Utri espose tra i pezzi di pregio alla Mostra del libro antico di Milano. Da allora L’uragano ha preso a circolare in fotocopia a mo’ di samizdàt, e si spiega: il libro contiene informazioni esatte, dunque pericolose, sulla sfacciata intraprendenza a fini personali di Eugenio Cefis, presidente dell’Ente nazionale idrocarburi (Eni) e poi della Montedison. L’uragano si sofferma sul brulicante arcipelago di società private che, per tramite di prestanome, fanno tutte capo a Cefis: società immobiliari, petrolifere, metanifere, finanziarie, del legno, della plastica, della pubblicita,̀ televisive, ecc. affidate a uomini di fiducia del presidente di Eni e di Montedison; e che, con Eni e poi con Montedison, sono a volte indebitamente in affari, altre volte in concorrenza. Era epoca di bassa marea morale, per dirla con Calvino, in cui l’hanno vinta i peggiori. Ne emerge la foto di gruppo di una borghesia parassitaria, incline all’affarismo e socialmente noncurante: la borghesia più ignorante d’Europa, direbbe Pasolini. Di questa borghesia traffichina Eugenio Cefis parrebbe il paradigma, «la storia mediocre di un uomo mediocre…» scrive Fabrizio De Masi, ma dal suo libro traspare semmai la storia di un uomo che – tornando a Pasolini (e a Dostoevskij) – ha conosciuto «la grandezza sia dell’integrazione che del delitto»: la metamorfosi di un “eroe diabolico” metà guardia e metà ladro, la storia di una vita legata a filo doppio ai tanti, troppi intrallazzi e misteri che hanno attraversato e attraversano questo nostro Paese.
Non è tutto.
Nel suo ampio saggio conclusivo Giovanni Giovannetti rende conto di ciò che l’autore di L’uragano Cefis ha inteso tacere, raccordando l’inchiesta di De Masi alla biografia politica e morale dell’“onorato presidente”: Eugenio Cefis, quel giovane sottotenente fucilatore di partigiani e antifascisti poi diventato lui stesso partigiano e antifascista, nome di battaglia Alberto, uno tra i più preparati comandanti militari della Resistenza di area cattolico-monarchica. Dopo la Liberazione, eccolo prima all’Agip e poi all’Eni accanto a Enrico Mattei, il presidente dell’Ente petrolifero di Stato ucciso il 27 ottobre 1962 (una morte che vedrebbe Cefis coinvolto). A Mattei subentrerà proprio l’ex partigiano Alberto, chiamato a perseguire politiche industriali non sempre volte al pubblico interesse e a prefigurare mutamenti istituzionali in aperto contrasto con la Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza. Fosse dipeso da lui oggi l’Italia sarebbe una Repubblica presidenziale, più autoritaria che autorevole, guidata dall’“uomo forte” o dal tecnocrate di turno.

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La croce versa

25 gennaio 2022

marzo 2022

Paolo Castronuovo
La croce versa
le Ginestre

questa pausa è un salasso che disarma
manca l’odore del precipizio tra le tue gambe
i versi della caduta non germogliano
come la tua pelle sbocciava un tempo
quando la mano che dava
pesava più di quella che riceveva

Con Labiali e L’Insonnia dei Corpi, Paolo Castronuovo aveva già dato prova di una grande maturità artistica.
Con questa sua ultima raccolta, l’autore si spinge oltre: La Croce Versa segna un nuovo momento creativo, è un percorso a ritroso, che scava a fondo il dolore e il male.
Castronuovo trasfigura la propria biografia e rende universale la sua esperienza. (Paolo Cosci)

In copertina: Il mattino sacrificato (olio su tavola rotonda, ©Francesco Delia)

effigie

Paolo Castronuovo è poeta, scrittore, editor. In poesia ha pubblicato: Labirinti (Stampalibri, 2009); Filo Spinato (Scorpione, 2010); Ambaradan (Libro d’artista, 2014); Labiali (Pietre Vive, 2016); L’Insonnia dei Corpi (Controluna, 2018); Dag Dap (Libro d’artista, 2020). In prosa i romanzi: Streghe Ignifughe (Lupo, 2014) e La Falla Oscura (Castelvecchi, 2018), e il racconto Deplorazione del Trullo (Babbomorto, 2021). Ha rinnegato e tolto dal commercio i primi libri acerbi. Per gli opuscoli artigianali di “Occhionudo” ha curato e pubblicato tra il 2019 e il 2021 l’antologia di poesie L’Ovulo Cercato e di racconti brevi I crudeli; Poesie Inedite di H.P. Lovecraft; la plaquette La Tara del Corpo; Ovulazione con il pittore Pierluca Cetera e Senza Punti in coedizione con Babbomorto Editore. Ha scritto la poesia più breve mai esistita poi pubblicata in tiratura limitata come libriccino d’artista. Presente in molte antologie, alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo, altri pubblicati in Polonia e Irlanda.

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La modulazione dell’urlo

13 gennaio 2022

febbraio 2022

Paolo Cosci
La modulazione dell’urlo
il Regisole

Leggere la poesia vuol dire cercare un dialogo e questo libro lo racconta come non capitava di vedere da tempo. Dal 2011 al 2020, Paolo Cosci ha raccolto qui le sue lettere ad amici e maestri. Siamo nel vivo della formazione dell’immaginario letterario dell’autore – generazione anni Ottanta – che porta sulla pagina un confronto critico senza orpelli: con i classici, come Leopardi o Pasolini, e i contemporanei, da Moresco a Ferrari, da Magrelli a Toma. Queste lettere testimoniano con autenticità una storia personale di comprensione della poesia, altrui e propria, e invitano a riflettere sulla funzione attuale della scuola e sulla trasmissione della conoscenza.(Maria Borio)

In copertina: olio su tela (Sasa Natalya)

Paolo Cosci(Livorno, 1984) insegna materie letterarie in una scuola superiore. Cura la rubrica Anatomie per “Le nature indivisibili, arte, linguaggio, potere”.
Con Effigie ha pubblicato Sorelle stelle.

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Luci da un mare notturno

13 gennaio 2022

febbraio 2022

Giovanni Piccioni
Luci da un mare notturno
le Ginestre

A nulla vale ormai la credenza negli astri,
a loro di predire il destino
più nessuno chiede.
E la luna bianca in fase calante
niente rivela della vita,
del suo trascorrere da enigma a enigma.

Il ‘mare notturno’ è l’emblema della fusione di cielo e terra, della compresenza orizzontale di mondi, però nell’oscuro coscienziale, nello spazio nero blanchotiano. Le ‘luci’ rappresentano invece i segni tangibili di un’illuminazione, di una chiarezza o una chiarità poetica capace di restituire lo sprazzo della comprensione. La sfera luminosa diviene così dispensatrice di un barlume à la Montale, un’occasione in cui l’io effuso dà conto dei moti segreti del proprio animo rapportati al luogo d’elezione. (Alberto Fraccacreta)

In copertina: Lo schiavo detto Atlante (Michelangelo, Galleria dell’Accademia, Firenze)

Giovanni Piccioni (Firenze, 1952) ha lavorato ai programmi culturali di RadioRai e ha collaborato all’inserto culturale Mobydick. Ha tradotto dall’inglese testi di varia natura fra i quali l’autobiografia di Peggy Guggenheim, Una vita per l’arte (Rizzoli 1982) e L’affare Kuklinski di Benjamin Weiser (liberal Edizioni 2006), una storia che cambiò le sorti della Guerra Fredda. Per un Colloquio internazionale di Letteratura italiana presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha scritto nel 2015 un saggio sulla narrativa di Romano Bilenchi, La miseria vibrava i suoi colpi uno dopo l’altro, uno più violento dell’’altro. Ha collaborato con Silvia Zoppi Garampi al libro intervista a suo padre Leone Piccioni Attualità del mio Novecento (Dante & Descartes, 2015 ).
Ha pubblicato le sue prime poesie nel 2000, nella plaquette Per dire di un anno (I quaderni del Battello Ebbro), con una introduzione di Roberto Mussapi.
Nel 2005 questa plaquette è stata inserita nella raccolta A una più chiara luce (Pananti Firenze), con una postfazione ancora di Mussapi.
Nel 2011 esce la sua seconda raccolta Forma del mattino (Raffaelli Editore) con la prefazione sempre di Mussapi. Luci da un mare notturno è la sua terza raccolta.

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Lama triangolare

10 novembre 2021

dicembre 2021

Mino Milani
Lama triangolare
le Stellefilanti

«È una bella signorina, e anche disinvolta, signor commissario. Doveva vederla come camminava per la strada. Non ha paura di nessuno, quella».

Melchiorre Ferrari è alle prese con due spietati delitti. Tra la morte dell’usuraio Domenico Bianchi pugnalato in un vicolo a Pavia e quella del garibaldino Doriano De Marchi, avvenuta tre anni prima durante la battaglia di Morazzone, non v’è alcun apparente legame. Indagando sull’assassinio del Bianchi, Ferrari raccoglie attonito una serie d’indizi dai quali sembra emergere che ad uccideresia stata un’identica arma.
Scrittore d’azione per vocazione, Mino Milani ha privilegiato qui il susseguirsi degli scarni fatti di cronaca: quelli dei gelidi e cupi mesi di febbraio e marzo del 1851 nella suggestiva cornice di una Pavia silente e nebbiosa.

In copertina: Il naviglio pavese alla Conchetta,1890-1900 (Arturo Ferrari)

Mino Milani (Pavia, 1928) è scrittore di storia e di storie d’amore e d’avventura. Presso Effigie ha pubblicato il libro di memorie Il mio cielo d’oro (2004); i romanzi gotici La cagna del ponte e La casa di via Robolini (2005) e Via Pietro Azzario 20 (2009); Margherita Cantarana (2017), il thriller Cuccare chi (2010) nonché le inchieste del commissario Ferrari: Il vampiro e La ricamatrice (2006), Un’altra sconfitta Ferrari (2007), Dopo trent’anni (2008), La donna che non c’era (2011), Come fu (2012), L’annegata di Borgobasso (2013), Storia ingrata (2015), Il castello (2016), La pentola (2019), Mariuccia e Una questione di rose (2020). Milani è anche autore di Risorgimento pavese (2011), Storia di Tundra (2012), Storia avventurosa di Pavia (2014), Due soldati(2016), Pavia, 1655 (2020, con Luigi Casali) e i fumetti Nemici fratelli (2019, disegni di Mario Uggeri) e Fortebraccio (2020, disegni di Aldo Di Gennaro). Su Milani, da Effigie è uscito Come è bella l’avventura (2018), una biografia per immagini.

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Anatema

21 luglio 2021

AGOSTO 2021

Rosaria Lo Russo
Anatema
le Ginestre

Rallentano i ricordi


senza senso è la memoria

Anatema è un’offerta votiva e una maledizione, un’invettiva e un atto d’amore, un mormorio verticale mai fermo, nel sillabato che rallenta il ritmo e lo rimodula mediante parvenze acusmatiche, lampi vocali, flussi prosastici o vere e proprie glosse che entrano prepotentemente nel testo e ne disarticolano l’architettura che si dissipa nello sciame degli accadimenti, nello specchio rotto della propria immagine. In questa prospettiva instabile, Anatema assume posture multiple e metamorfiche e si fa poemetto a trazione innografica, invettiva, allocuzione, catabasi lirica e anabasi ironica, sanguinamento privato e spaesamento pubblico in un arco di tempo che ci vede ripercorrere gli ultimi decenni del Novecento all’interno di un forte chiasmo tra autobiografia e storia. Chi si fa testimone, viene a sua volta processato, o si autoprocessa, perché a margine degli eventi: cosa fragile, di sbieco, contraffatta, contraddetta, presente e assente al contrappello del tempo (Vito Bonito)

In copertina: fotografia (Enrico Donzellotti)

Rosaria Lo Russo (rosarialorusso-poesia-performance.it), poeta e performer.
Fra i suoi libri di poesia Comedia (Bompiani, 1998), Lo Dittatore Amore. Melologhi (Effigie, 2004), Crolli (Le Lettere, 2012), Poema 1990/2000 (Zona, 2013) e Nel nosocomio (Effigie, 2016).
Ha tradotto e curato alcuni volumi della poetessa statunitense Anne Sexton, fra cui Poesie d’amore (Le Lettere, 1996, seconda edizione riveduta e corretta 2019), Poesie su Dio (Le Lettere, 2003) e Il libro della follia, di prossima uscita per La nave di Teseo.
Figlia di solo padre (Seri Editore, 2020) raccoglie i suoi saggi su poesia e drammaturgia.

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Nel volto delle bestie

13 luglio 2021

luglio 2021

Paola Turroni
Nel volto delle bestie
le Ginestre

Avere fame, come dentro la balena
avere – morsi in bocca
cercare a muso basso i vermi nella terra
danzare con le scimmie intorno al fuoco
guardarsi da lontano
riconoscersi dal ghigno.

Non c’è volto d’animale in cui non ci rispecchiamo, non c’è ghigno che non sottenda l’incubo necessario del deforme, e il linguaggio poetico della Turroni ci narra di una foresta bestiale nel mezzo del quotidiano, in cui la poetessa si muove tra presenze animali come noi facciamo tra le macchine, denuncia una necessaria forma di ossigeno che ci rimetta in pari col nostro vero grado di esistenza, mai comodo così come appare, una bocca da cui si apre un grido perché le grammatiche delle comunicazioni non sono sufficienti. È così che nasce il linguaggio (Tiziana Cera Rosco)

In copertina: fotografia (Antonio Delluzio)

Paola Turroni, scrittrice e social worker, ha pubblicato numerosi volumi.
Libri di poesia: Animale (Fara, 2000), Il vincolo del volo (Raffelli, 2003), Il mondo è vedovo (Carta Bianca, 2011), che è stato invitato alla 54° esposizione di arte contemporanea di Venezia, con un’installazione video di Stefano Massari nel Padiglione della Repubblica di San Marino.
Libri di prosa: Due mani di colore (Medusa, 2003) con Sabrina Foschini, Ti dico la verità (Lindau, 2018), Altrove (Lindau, 2019), Un continuo essere alunni (Lindau, 2019).
È inserita nelle antologie Corale (Le Voci della Luna, 2007), 12 poetesse italiane (Nuova Editrice Magenta, 2008), PoesiaPresente Mappagiovane (Le Voci della Luna, 2010), Nelle mani di Salomé (Galleria Comunale e Biblioteca Malatestiana, Cesena 2010).
Ha collaborato come traduttrice a I surrealisti francesi (Stampa Alternativa, 2004).
Nel 2004 e nel 2008 è stata invitata al Festival Internazionale di Poesia di Malta.
Ha al suo attivo letture e performance in diverse città su tutto il territorio nazionale.
È tradotta in inglese, maltese e spagnolo.

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