Archive for the ‘effigie edizioni’ Category

Anatema

21 luglio 2021

AGOSTO 2021

Rosaria Lo Russo
Anatema
le Ginestre

Rallentano i ricordi


senza senso è la memoria

Anatema è un’offerta votiva e una maledizione, un’invettiva e un atto d’amore, un mormorio verticale mai fermo, nel sillabato che rallenta il ritmo e lo rimodula mediante parvenze acusmatiche, lampi vocali, flussi prosastici o vere e proprie glosse che entrano prepotentemente nel testo e ne disarticolano l’architettura che si dissipa nello sciame degli accadimenti, nello specchio rotto della propria immagine. In questa prospettiva instabile, Anatema assume posture multiple e metamorfiche e si fa poemetto a trazione innografica, invettiva, allocuzione, catabasi lirica e anabasi ironica, sanguinamento privato e spaesamento pubblico in un arco di tempo che ci vede ripercorrere gli ultimi decenni del Novecento all’interno di un forte chiasmo tra autobiografia e storia. Chi si fa testimone, viene a sua volta processato, o si autoprocessa, perché a margine degli eventi: cosa fragile, di sbieco, contraffatta, contraddetta, presente e assente al contrappello del tempo (Vito Bonito)

In copertina: fotografia (Enrico Donzellotti)

Rosaria Lo Russo (rosarialorusso-poesia-performance.it), poeta e performer.
Fra i suoi libri di poesia Comedia (Bompiani, 1998), Lo Dittatore Amore. Melologhi (Effigie, 2004), Crolli (Le Lettere, 2012), Poema 1990/2000 (Zona, 2013) e Nel nosocomio (Effigie, 2016).
Ha tradotto e curato alcuni volumi della poetessa statunitense Anne Sexton, fra cui Poesie d’amore (Le Lettere, 1996, seconda edizione riveduta e corretta 2019), Poesie su Dio (Le Lettere, 2003) e Il libro della follia, di prossima uscita per La nave di Teseo.
Figlia di solo padre (Seri Editore, 2020) raccoglie i suoi saggi su poesia e drammaturgia.

:::
casa editrice effigie il catalogo

Nel volto delle bestie

13 luglio 2021

luglio 2021

Paola Turroni
Nel volto delle bestie
le Ginestre

Avere fame, come dentro la balena
avere – morsi in bocca
cercare a muso basso i vermi nella terra
danzare con le scimmie intorno al fuoco
guardarsi da lontano
riconoscersi dal ghigno.

Non c’è volto d’animale in cui non ci rispecchiamo, non c’è ghigno che non sottenda l’incubo necessario del deforme, e il linguaggio poetico della Turroni ci narra di una foresta bestiale nel mezzo del quotidiano, in cui la poetessa si muove tra presenze animali come noi facciamo tra le macchine, denuncia una necessaria forma di ossigeno che ci rimetta in pari col nostro vero grado di esistenza, mai comodo così come appare, una bocca da cui si apre un grido perché le grammatiche delle comunicazioni non sono sufficienti. È così che nasce il linguaggio (Tiziana Cera Rosco)

In copertina: fotografia (Antonio Delluzio)

Paola Turroni, scrittrice e social worker, ha pubblicato numerosi volumi.
Libri di poesia: Animale (Fara, 2000), Il vincolo del volo (Raffelli, 2003), Il mondo è vedovo (Carta Bianca, 2011), che è stato invitato alla 54° esposizione di arte contemporanea di Venezia, con un’installazione video di Stefano Massari nel Padiglione della Repubblica di San Marino.
Libri di prosa: Due mani di colore (Medusa, 2003) con Sabrina Foschini, Ti dico la verità (Lindau, 2018), Altrove (Lindau, 2019), Un continuo essere alunni (Lindau, 2019).
È inserita nelle antologie Corale (Le Voci della Luna, 2007), 12 poetesse italiane (Nuova Editrice Magenta, 2008), PoesiaPresente Mappagiovane (Le Voci della Luna, 2010), Nelle mani di Salomé (Galleria Comunale e Biblioteca Malatestiana, Cesena 2010).
Ha collaborato come traduttrice a I surrealisti francesi (Stampa Alternativa, 2004).
Nel 2004 e nel 2008 è stata invitata al Festival Internazionale di Poesia di Malta.
Ha al suo attivo letture e performance in diverse città su tutto il territorio nazionale.
È tradotta in inglese, maltese e spagnolo.

:::
casa editrice effigie il catalogo

L’automa puro

12 luglio 2021

luglio 2021

Claudia Azzola
L’automa puro
il Regisole

Wallia è in fuga dopo la sconfitta del Goto Totila; una giovane “mummia” vivente promessa in sposa a un nobile; il vescovo sassone lacerato tra il cristianesimo e un rito pagano autoctono; un padre anaffettivo; lo storico e antropologo che conduce ricerche sulle streghe, per cui simpatizza; un licantropo in abiti moderni… Un filo lega le novelle, o forse “capitoli” de L’automa puro: lo stato di servitù sociale e psicologica dei personaggi, addirittura l’automa del titolo – in epoche storiche d’Europa – la cui esperienza è osservata in una o più scene, dove il prima e il dopo si offrono all’intuizione del lettore. Dall’alto medioevo al barocco, alla Francia di Luigi XIV, agli anni Cinquanta del Novecento, l’automa è la persona che si esaurisce in un’esistenza ripetitiva, impostata, o nel servilismo da sgherro di un capo. I racconti sono scritti in uno stile individuato, la lingua è causa materiale del testo, il “montaggio” è leggibile, per il divenire degli eroi e delle eroine, non per l’azione, ma per quello che si dice e si fa.

In copertina: L’automa (elaborazione fotografica di Renzo Disperati)

Claudia Azzola, milanese, è presente sin dagli anni Ottanta del Novecento in antologie poetiche nazionali. Tra i suoi libri di poesia, ricorderemo Viaggio sentimentale, 1995; Il colore della storia, 2002; Il poema incessante, 2007; La veglia d’arte, 2014; Il mondo vivibile, 2016, Tutte le forme di vita, 2020.
Le sue poesie sono tradotte in Francia e nel Regno Unito.
Nel 2013 presso La Vita Felice ha pubblicato la raccolta di novelle Parlare a Gwinda.

:::
casa editrice effigie il catalogo

Tutte le altre rose

21 maggio 2021

giugno 2021

Davide Ferrari
Tutte le altre rose
le Ginestre

una parola buna da varcà
tüt i cunfìn d’la storia, una reliquia
sula, bütà ad surpresa me una rösa
c’la düra mila an in una prösa
.

una parola capace di varcare
tutti i confini della storia, una reliquia
sola, germogliata di sorpresa come una rosa
che duri mille anni in un’aiuola.

In queste poesie l’anima di Davide Ferrari affronta, non il racconto di una rosa, ma quella che nasce dentro di lui.
Cosa sboccia nel profondo del poeta quando il fiore gli dice qualcosa?
Si abbandona al segreto della rosa e ascolta come è espressivo il suo esporre la natura del suo essere. In quest’opera è il senso di umanità che colpisce, insieme all’attenzione, all’osservazione e all’ascolto del fiore.
Ogni poesia è come un sogno dove il poeta entra nel segreto dell’anima della rosa e al lettore non resta che abbandonarsi alla musica dei versi. Il dialetto aiuta la natura a farla sentire viva, aiuta la rosa a sbocciare (Franco Loi)

In copertina: fotografia (Lorenzo De Simone)

Davide Ferrari (Pavia, 1983) è attore, regista, autore.
Tra le sue pubblicazioni: il poemetto Eppure c’è una meta per quel fiato di universo (Subway Edizioni, 2014), vincitore per l’Italia del concorso internazionale Pop Science Poetry organizzato dal CERN di Ginevra; la silloge Dei pensieri la condensa (Manni, 2015), scritta in dialetto pavese con prefazione di Franco Loi e vincitrice del Premio Nazionale Giuseppe Tirinnanzi 2016.
Nel 2018 traduce insieme a Jurga Po Alessi il libro di poesie All’asinello sordo (Effigie) del poeta lituano Donaldas Kajokas.
Scrive con Corrado Del Bò, Massimo Bocchiola e Andrea De Benedetti Juventus FC 1897. Le storie (Hoepli, 2020).
Conduce laboratori di teatro e scrittura creativa per adulti e ragazzi, e con i detenuti della Casa Circondariale di Pavia, Monza e Voghera, dove dirige la compagnia “Maliminori”.
Ha partecipato a reading e tournée in Italia e all’estero.


:::
casa editrice effigie il catalogo

Cene al veleno

20 maggio 2021

giugno 2021

Omar Viel
Cene al veleno
le Stellefilanti

Un artista e il suo biografo si incontrano per cenare in un ristorante di Londra. Non un semplice ristorante, un ristorante dove servono il fugu. Non una semplice cena, un rituale consolidato negli anni che sancisce il loro legame. Nell’ultima “cena al veleno”, si snodano i ricordi di due esistenze intrecciate ancora prima del loro effettivo incontro. Un viaggio nel tempo e nello spazio, dagli anni Sessanta ai giorni nostri. Dalle pianure del Nord Italia alla Londra soffocata dalla killer fog. Dalle calli veneziane fino al mare eterno delle isole greche. Un duello dialettico, un gioco di specchi in cui due uomini ridiscutono il primato tra forma e materia, tra arte e vita, consapevoli che per scavare nell’esistenza dell’altro occorre prima di tutto mettere a nudo se stessi. In un romanzo intenso, il motivo fantastico ammanta di poesia il motivo biografico.

In copertina: Rielaborazione digitale (Jeshua Crew)

Omar Viel Omar Viel ha studiato Conservazione dei Beni Culturali e si occupa di comunicazione in diversi ambiti, tra cui quello artistico. Ha pubblicato racconti nell’antologia Venise Collection Bouquins dell’editore francese Robert Laffont; su “Nazione Indiana” e “Nuova Prosa”, e il romanzo Fulgore della notte con Adiaphora edizioni.

:::
casa editrice effigie il catalogo

Mariuccia

13 novembre 2020

novembre 2020

Mino Milani
Mariuccia
e
Una questione di rose
le Stellefilanti

Sì, ma in più c’è che il mio Silvestri mi vuole ammazzare, e adesso che lo sa, signor commissario, se lui mi ammazza lei sa chi è stato e siamo a posto.

Nella Pavia di metà Ottocento si dipanano le storie di due donne, Mariuccia e Pellegrina, che non potrebbero essere più diverse tra loro: l’una quasi analfabeta, l’altra studentessa universitaria. Ma, entrambe giovani e piacenti, rivendicano orgogliosamente la loro femminilità e il diritto di decidere da sole il proprio destino. Una è vittima di omicidio, l’altra ne è causa (quasi) inconsapevole. Sui delitti indaga l’Imperial regio commissario di polizia Melchiorre Ferrari. Sullo sfondo è una città tanto amata dal commissario – e da Mino Milani – che ne conosce i segreti: le piazze luminose e le cripte oscure, i rossi muri di mattoni ricoperti di salnitro e stillanti umidità, le brume autunnali che vengono dal fiume, i bastioni ricoperti di antica vegetazione. E ne conosce la gente, dal luminare di fama internazionale al piccolo contrabbandiere, al più umile mendicante, tutti affaccendati a perseguire una scheggia di felicità.

***

:::
casa editrice effigie il catalogo

Verses versus capital

13 novembre 2020

novembre 2020

Giancarlo Micheli
Verses versus capital
le Ginestre

Sono congiunto
Sono congiunto
Sono congiunto al terzo pianeta
Del sistema solare
Da vincoli d’amore
Tanto cosmici e profondi
Che nessun governo
Servo della finanza globale
Potrà mai contenere
Nel suo linguaggio della miseria

In copertina: olio su tela, 1960 circa di Paolo Bellocchio (Dante)

Con l’autentica vocazione di scrittore fine e sensibile, sempre rivolta alla ricognizione dei profili di base, nascosti dentro l’apparenza delle cose, Giancarlo Micheli, cesellatore di immagini e di personaggi, diventa costruttore di lievitate memorie di vicende, non facili a scoprirsi a occhio nudo, come il profumo dei fiori sperduti nei monti. (Federico Gabrieli)

Giancarlo Micheli (Viareggio, 1967) è autore di cinque romanzi: Elegia provinciale (Baroni, 2007; Fratini, 2013), Indie occidentali (Campanotto, 2008; premio internazionale “Nuove Lettere”), La grazia sufficiente (Campanotto, 2010), Il fine del mondo (Ladolfi, 2016), Romanzo per la mano sinistra (Manni, 2017). Sono state pubblicate, inoltre, le sue raccolte di versi Canto senza preghiera (Baroni, 2004), Nell’ombra della terra (Gabrieli, 2008) e La quarta glaciazione (Campanotto, 2012). Suoi versi figurano nelle antologie L’ora d’aria dei cani (Baroni, 2003), Altramarea – poesia come cosa viva (Campanotto, 2006), Atti di Altramarea e Argonauti nel Golfo degli Dei (Arcipelago, 2010), L’evoluzione delle forme poetiche (Kairós, 2013), Keffiyeh Intelligenze per la pace (CFR, 2014), Affari poetici (Effigie, 2018) ed altre; nonché sulle riviste letterarie “Poesia”, “Pagine”, “NLE”, “The Waters of Hermes”, “Isla negra”, “Il Convivio”, “Levure littéraire”, “Poetas Siglo XXI”, “Traduzionetradizione”.

In rete: novarubedo mutazioni nelle lettere e nei sensi

Giancarlo Micheli in diretta con Tomaso Kemeny, Gabriella Valera, Carmen De Stasio e Pino Sassano. Musica di Dario Ble.

:::
casa editrice effigie il catalogo

io smile

13 novembre 2020

ottobre 2020

Luigi Trucillo
io smile
Disegni di Lino Fiorito
le Stellefilanti

Crack. Finito. Con un fischio l’occhio rosso della telecamera si spegne e il micro congegno che assorbe le performances dal vivo fluttua via. Il mio sorriso si affloscia, mentre Witold, il personal-pappagallo meccanico mi svolazza su una spalla.

Che cosa si prova quando una catastrofe antropologica ti tramuta in un mostro di successo in lotta contro il tempo? Ce lo racconta Smile, il protagonista di questo romanzo distopico sulla società dello spettacolo, sospeso a metà tra la ferocia e l’apologo. La sua vicenda di “Aicona”, una degli idoli mediatici che popolano il sanguinario regime di Trumpet dove “Per contare qualcosa bisogna essere un numero”, è quella di un progressivo ritorno alla coscienza da parte di un ex-attore cyberizzato. Partendo dall’indebolimento della propria maschera virtuale egli ristabilisce a dispetto delle leggi di casta un contatto con il corpo e la memoria perduti. Fino a doversi rifugiare con l’aiuto di Barbie, una ex-prostituta dalle mille incarnazioni, nel ghetto degli Invisibili, dove ancora regna la mediocrità della morte… Invitando il lettore a una riflessione sul destino delle immagini e della memoria in un futuro manipolato dal consumismo e dalla tecnologia, le parole di Luigi Trucillo e i disegni di Lino Fiorito ci immergono in un universo visionario e grottesco collegato all’immaginario pop. E affacciandosi sui nuovi scenari della violenza bio-politica, ci mostrano i possibili pericoli di una commistione tra realtà e fiction che rinneghi l’umano.

Luigi Trucillo è nato a Napoli. Ha pubblicato sette libri di poesia: Navicelle, Cronopio, 1995 (con la prefazione di Giorgio Agamben); Carta Mediterranea, Donzelli, 1997; Polveri, Cronopio, 1998; Le Amorose, Quodlibet, 2004; Lezioni di tenebra, Cronopio, 2007 (Premio Lorenzo Montano 2008) ; Darwin, Quodlibet, 2009 (Premio Napoli 2009); Altre amorose, Quodlibet, 2017. Nel 2013 ha pubblicato per Mondadori il romanzo Quello che ti dice il fuoco, che è stato tradotto in tedesco. Ha inoltre partecipato con Lino Fiorito all’adattamento de Il Flauto Magico per L’Orchestra di Piazza Vittorio. Ha scritto per le riviste letterarie “Paragone” e “Nuovi Argomenti”, e ha collaborato con la pagina culturale del “Manifesto”.

Lino Fiorito pittore e scenografo, tra i fondatori del gruppo teatrale “Falso Movimento”, nel corso della sua attività ha collaborato a teatro con i registi Mario Martone, Toni Servillo, Andrea Renzi, Francesco Saponaro, e più recentemente con la compagnia Scimone-Sframeli. Nel cinema ha firmato la scenografia per i film di Tonino De Bernardi, Antonio Capuano, Paolo Sorrentino, Stefano Incerti, Ivan Cotroneo. Numerose le mostre di suoi lavori in Italia e all’estero. Con Luigi Trucillo ha realizzato Polveri (Cronopio, 1998) e Stelle (Al blu di Prussia, 2015)

:::
casa editrice effigie il catalogo

Fortebraccio

13 novembre 2020

ottobre 2020

Mino Milani e Aldo Di Gennaro
Fortebraccio
Visioni

In copertina: Fortebraccio Corsini e la contessa Agnese in una vignetta di Aldo Di Gennaro

Fortebraccio Corsini è un giovane e nobile avventuriero italiano, appassionato studioso d’alchimia. Viene a sapere che è in vendita la ricchissima biblioteca del conte Laszlo Ferencz, famoso scienziato e ricercatore ungherese passato a miglior vita, e non esita a comprarla. Accompagnato dal segretario Sebastiano e da due servitori, Fortebraccio raggiunge allora l’Ungheria discendendo il Danubio a bordo di una grossa zattera costruita per l’occasione. La contessa Agnese di Ferencz – l’ereditiera che, pur d’avere la biblioteca, egli ha sposato per procura – non è affatto una signora avanti negli anni come lui stesso presumeva, ma una giovane donna bellissima, orgogliosa e colta. Di lei Fortebraccio s’innamora, venendo nel frattempo coinvolto nella guerra ai Turchi che da anni occupano l’Ungheria, scontando infinite peripezie, in una storia fitta d’intrighi e colpi di scena.

Mino Milani e Aldo Di Gennaro riescono a sposare in Fortebraccio il gusto per l’ambientazione storica con il fascino dell’avventura, dimostrando quali felici spunti narrativi e grafici possano offrire ai fumetti i costumi, gli scenari e le situazioni del passato. A queste componenti si aggiunge poi l’aspetto “magico” o para-normale di alcune vicende, che testimonia l’abilità di Milani nel contaminare il romanzo storico con il tema del mistero, secondo una tradizione che risale al Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro di Alexandre Dumas. (Andrea Sani)

Mino Milani (Pavia, 1928) è scrittore di storia e di storie d’amore e d’avventura. Presso Effigie ha pubblicato il libro di memorie Il mio cielo d’oro (2004); i romanzi gotici La cagna del ponte (2005), La casa di via Robolini (2005) e Via Pietro Azzario 20 (2009); Margherita Cantarana (2017), il thriller Cuccare chi (2010) nonché le inchieste del commissario Ferrari: Il vampiro (2006), La ricamatrice (2006), Un’altra sconfitta Ferrari (2007), Dopo trent’anni (2008), La donna che non c’era (2011), Come fu (2012), L’annegata di Borgobasso (2013), Storia ingrata (2015), Il castello (2016), La pentola (2019), Mariuccia (2020). Milani è anche autore di Risorgimento pavese (2011), Storia di Tundra. Vita avventurosa di Tiziano Marchesi (2012), Storia avventurosa di Pavia (2014), Due soldati (2016) e il fumetto Nemici fratelli (2019, disegni di Mario Uggeri). Su Milani, da Effigie è uscito Come è bella l’avventura (2018), un’ampia biografia per immagini.

Aldo Di Gennaro (Milano, 1938) è uno dei maggiori illustratori italiani. Inizia giovanissimo, nel 1956, lavorando per la cartellonistica e con lo studio Dami. Dal 1962 è al “Corriere dei Piccoli”, con racconti illustrati e fumetti: Il Treno del Sole, Il piccolo cow-boy, Piccole donne, Fortebraccio, Efrem e molti altri racconti di Mino Milani. Alla nascita del “Corriere dei Ragazzi” disegnerà soprattutto storie autoconclusive e, dal 1974, la serie Il Maestro. Negli anni successivi si dedica all’illustrazione per le testate Rizzoli: “Domenica del Corriere”, “Corriere della Sera”, “Salve”, “Amica”, “Corriere della salute”, “Qui Touring” e “Capital”. Sono sue molte copertine di narrativa per Rizzoli Libri e per il Club Degli Editori. Negli anni più recenti è tornato al mondo del fumetto nella Sergio Bonelli Editore, per Dylan Dog e, ora, per Tex, ma soprattutto illustrando gli Almanacchi e tutte le copertine della collana Le Storie. Gli sono state dedicate numerose mostre e libri monografici e ha ricevuto i più prestigiosi premi nel campo del disegno e dell’illustrazione.

:::
casa editrice effigie il catalogo

Siamo tutti Terrestri

13 novembre 2020

ottobre 2020

Aa. V.v.
Siamo tutti Terrestri
Il primo amore giornale di sconfinamento n. 10

Riconoscerci come terrestri vuol dire ripensare radicalmente la grammatica della nostra comprensione del mondo, correggere i limiti di visione che ci hanno condotto a questa emergenza, riaprire l’orizzonte chiuso della nostra avventura di specie, prefigurare possibilità ancora impensate
per lo sviluppo della civiltà umana, su nuove basi.

*
Carla Benedetti Quello che siamo prima di ogni altra cosa
Carla Benedetti e Bruno Latour in dialogo Siamo terrestri
Stefano Caserini I terrestri e l’impensabile del riscaldamento globale
Maria Pace Ottieri Dopo l’eruzione
Davide e Luca Faranda Eventi climatici estremi
Amitav Ghosh e Antonio Moresco in dialogo La cecità e il grido
Flaminia Cruciani La Terra custode della memoria
Giovanni Gugg Irresponsabili o prometeici?
Antenati
Davide Luglio “Multitudinem esse in humano genere”
Jonny Costantino Il sublime vulcanico
Giordano Bruno Proemiale epistola di De infinito universo e mondi
Giacomo Leopardi La ginestra, il nostro canto di specie
Camilla Maria Cederna Giuseppe Antonio Borgese
Antonio Cederna Questa è l’Italia
Patrizia Posillipo La terra sotto i piedi
Antonio Moresco e Gaetano Panariello Siamo Terrestri
Emergenza di specie
Antonella Moscati Paura di specie
Tiziano Scarpa Poesie pandemiche
Silvio Bernelli Io sono Mondo
Antonio Moresco L’altro, noi stessi
Ade Zeno Un funerale ogni dieci minuti
Gaudino, Gerace, Senaldi Il virus, la scuola e l’Università
Orbite
Tobia Wilson Iacconi Gabbriellini La carogna
Vito Teti Cavallerizzo, San Giorgio, il drago e la talpa
La fascia di Kuiper
Alessandra Pugnetti, Moltitudini
Paolo Ferloni, Aria, inquinanti, virus
Silvio Bernelli, Il caso Spillover
Giulia Mazzone e Giuseppe Spina, Dal quaderno di un film in lavorazione
Serena Gaudino, La repubblica dei terrestri

:::
casa editrice effigie il catalogo