Per il Lobo d’Oro

luglio 2020

Tomaso Kemeny
Per il Lobo d’Oro
il Regisole

Il racconto copre quaranta anni del Novecento, dal 1938, anno di nascita dell’autore a Budapest, fino al 1978 a Milano. L’azione include la caduta di suo padre sul fronte russo e la successiva “invasione-liberazione” dell’Ungheria da parte dell’Armata rossa. Nel 1947 Kemeny viene adottato dal patrigno e nel 1948 la famiglia fugge dall’Ungheria per non venire deportata. L’avventura esistenziale vede l’autore peso medio negli Stati uniti sul ring di Chicago. Segue l’incontro con André Breton e le esperienze d’avanguardia nella Milano degli anni Settanta. Il libro evoca i labirinti di libertà percorsi e costruiti da un poeta nostro contemporaneo.

In copertina: Budapest, Rumbach Sebestyén Utca

Tomaso Kemeny (Budapest 1938), vive a Milano dal 1948. In qualità di anglista, professore cattedratico presso l’Università di Pavia, ha scritto libri, saggi e articoli sull’opera di Ch. Marlowe, S.T. Coleridge, P.B. Shelley, Lord Byron, Lewis Carroll, Dylan Thomas, James Joyce e Ezra Pound. Ha pubblicato undici libri di poesia tra cui Il guanto del sicario (1976), Il libro dell’Angelo (1991), La Transilvania liberata (2005), Poemetto gastronomico e altri nutrimenti (2012), 107 incontri con la prosa e la poesia (2014), Boomerang (2018). Ha scritto libri di poetica come L’arte di non morire (2000) e Dialogo sulla poesia (con Fulvio Papi, 1997); il romanzo Don Giovanni innamorato (1993); il testo drammatico La conquista della scena e del mondo (1996). Con Cesare Viviani ha organizzato i seminari sulla poesia degli anni Settanta presso il Club Turati di Milano (1978-79). Tra le sue curatele: La dicibilità del sublime (con E.C. Ramusino, 1989) e Le avventure della bellezza, 1988- 2008 (2008). È tra i fondatori del movimento internazionale mitomodernista (1994) e del movimento “Poetry and Discovery” (2016), nonché della Casa della poesia di Milano (2006). Tra i pubblici riconoscimenti: il “Premio speciale per la traduzione Giuseppe Acerbi” (2006), il “Montale fuori mura” alla carriera (2015) e il “Premio Genesi” per la carriera (2019)

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