Come è bella l’avventura

novembre 2018

Come è bella l’avventura
Mino Milani. Biografia per immagini
a cura di Giovanni Giovannetti e Luisa Voltán
Visioni

Mi sento domandare abbastanza spesso: perché non c’è più un Salgari? Perché non c’è più un Verne? Perché non ci sono più grandi scrittori di avventure? Invece di rispondere, domando a mia volta: conoscete Mino Milani? Avete letto almeno uno dei suoi libri?

Gianni Rodari

Con Salgari, Mino Milani è il maggiore narratore d’avventura e di mistero del Novecento italiano. Poliedrico autore di romanzi, libri di storia e sceneggiature per fumetti, i suoi avvincenti racconti hanno corroborato l’immaginario di più d’una generazione, tanto da farne un “classico” della letteratura italiana del nostro tempo. Milani ha sempre mostrato di accettare ogni sfida con professionale rigore. Dal 1953 al 1977, per il “Corriere dei Piccoli”, poi ribattezzato “dei Ragazzi”, è stato tra i più felici inventori di storie e personaggi, scrivendo un numero impressionante di soggetti, adattamenti, sceneggiature per fumetti (ci sono vere e proprie pietre angolari della graphic novel italiana, come Il Dottor Oss e Il Maestro), feuilleton, commedie e altre narrazioni a sfondo storico, fantastico o realistico, indifferentemente. Dei suoi anni al “Corrierino” e delle successive collaborazioni ad altre testate – come il “Messaggero dei Ragazzi”, articolazione del padovano “Messaggero di Sant’Antonio” – Come è bella l’avventura offre una meditata sintesi, sia nella parte illustrata che negli approfondimenti finali di affermati studiosi come Luigi Casali, Pier Luigi Gaspa, Giorgia Grilli, Franco Piccinini e Fernando Rotondo. Consapevoli, come ha detto Rodari, che i protagonisti di Milani non sono e non si presentano mai come compagni di gioco, ma come compagni di vita.

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