Luci da un mare notturno

febbraio 2022

Giovanni Piccioni
Luci da un mare notturno
le Ginestre

A nulla vale ormai la credenza negli astri,
a loro di predire il destino
più nessuno chiede.
E la luna bianca in fase calante
niente rivela della vita,
del suo trascorrere da enigma a enigma.

Il ‘mare notturno’ è l’emblema della fusione di cielo e terra, della compresenza orizzontale di mondi, però nell’oscuro coscienziale, nello spazio nero blanchotiano. Le ‘luci’ rappresentano invece i segni tangibili di un’illuminazione, di una chiarezza o una chiarità poetica capace di restituire lo sprazzo della comprensione. La sfera luminosa diviene così dispensatrice di un barlume à la Montale, un’occasione in cui l’io effuso dà conto dei moti segreti del proprio animo rapportati al luogo d’elezione. (Alberto Fraccacreta)

In copertina: Lo schiavo detto Atlante (Michelangelo, Galleria dell’Accademia, Firenze)

Giovanni Piccioni (Firenze, 1952) ha lavorato ai programmi culturali di RadioRai e ha collaborato all’inserto culturale Mobydick. Ha tradotto dall’inglese testi di varia natura fra i quali l’autobiografia di Peggy Guggenheim, Una vita per l’arte (Rizzoli 1982) e L’affare Kuklinski di Benjamin Weiser (liberal Edizioni 2006), una storia che cambiò le sorti della Guerra Fredda. Per un Colloquio internazionale di Letteratura italiana presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha scritto nel 2015 un saggio sulla narrativa di Romano Bilenchi, La miseria vibrava i suoi colpi uno dopo l’altro, uno più violento dell’’altro. Ha collaborato con Silvia Zoppi Garampi al libro intervista a suo padre Leone Piccioni Attualità del mio Novecento (Dante & Descartes, 2015 ).
Ha pubblicato le sue prime poesie nel 2000, nella plaquette Per dire di un anno (I quaderni del Battello Ebbro), con una introduzione di Roberto Mussapi.
Nel 2005 questa plaquette è stata inserita nella raccolta A una più chiara luce (Pananti Firenze), con una postfazione ancora di Mussapi.
Nel 2011 esce la sua seconda raccolta Forma del mattino (Raffaelli Editore) con la prefazione sempre di Mussapi. Luci da un mare notturno è la sua terza raccolta.

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